Il regime cubano avverte alla Conferenza sul Disarmo riguardo a una possibile intervento militare degli Stati Uniti.

L'ambasciatore cubano Benítez Verson ha denunciato alla Conferenza di Disarmo dell'ONU a Ginevra una presunta minaccia di aggressione militare da parte degli Stati Uniti contro Cuba.



Soldato statunitenseFoto © U.S. Southern Command su X

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L'ambasciatore Rodolfo Benítez Verson, rappresentante permanente di Cuba presso gli organismi internazionali a Ginevra, ha denunciato durante la sessione plenaria della Conferenza di Disarmo delle Nazioni Unite ciò che il regime ha qualificato come una minaccia di aggressione militare diretta da parte del governo degli Stati Uniti.

Benítez Verson ha descritto la situazione come di «estrema gravità» e ha avvertito che un’azione militare «provocerebbe un bagno di sangue», con migliaia di cubani e giovani americani morti.

L'intervento avviene nel contesto di un'escalation continua di tensioni tra L'Avana e Washington, intensificatasi da gennaio 2026, quando Trump firmò l'Ordine Esecutivo 14380 dichiarando Cuba una «minaccia insolita e straordinaria» per la sicurezza nazionale statunitense.

Il diplomatico ha respinto con un tono sfidante gli argomenti che presentano Cuba come una minaccia per gli Stati Uniti.

«Si usa l'assurdo argomento di presentare la nostra piccola isola come una presunta minaccia alla sicurezza nazionale della superpotenza nucleare. Tale idea sfida la logica e il buon senso. Cuba non è né può essere una minaccia per gli Stati Uniti. Basterebbe guardare una mappa. Mentono per giustificare una nuova guerra irrazionale.»

Benítez Verson ha anche denunciato l'embargo energetico imposto da Washington.

«Il blocco totale del combustibile che gli Stati Uniti impongono a Cuba dal 29 gennaio scorso equivale per i suoi effetti a un blocco navale, che è un atto di guerra.»

Il discorso ha incluso dati sull'impatto umanitario delle sanzioni. Il diplomatico ha assicurato che il tasso di mortalità infantile sarebbe raddoppiato, passando da 4,0 a 9,2 per ogni mille nati vivi, e l'aspettativa di vita dei bambini malati di cancro sarebbe calata dal 85% al 65%.

Il regime ha anche respinto l'accusa federale contro Raúl Castro, declassificata il 20 maggio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per l'abbattimento degli aerei di Hermanos al Rescate nel 1996.

Benítez Verson la ha definita un «atto moralmente infame» e una «decisione fraudolenta» destinata a giustificare «un'avventura militare contro Cuba».

La denuncia a Ginevra fa parte di un'offensiva diplomatica più ampia del regime. Mercoledì scorso, l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha inviato comunicazioni a dieci organizzazioni interparlamentari internazionali per segnalare la minaccia e richiedere pronunce di supporto.

In parallelo, un rapporto di Politico ha rivelato mercoledì scorso che il Pentagono sta posizionando truppe e armamenti nei Caraibi da diversi mesi e che manca solo l'approvazione finale di Trump per procedere.

El USS Kearsarge, con 2.500 marines a bordo, si trovava al largo della costa della Virginia preparandosi per un nuovo dispiegamento nella regione.

Axios ha riferito che l'amministrazione Trump descrive la sua strategia internamente come «accelerazionismo» e ha già effettuato esercizi di simulazione militare per scenari di intervento. Tuttavia, un consigliere presidenziale ha chiarito: «Non è pianificata né imminente alcuna invasione».

Benítez Verson ha ribadito la disponibilità del regime al dialogo diplomatico. «Cuba continuerà a scommettere affinché prevalgano la ragionevolezza, il dialogo e la pace. Ma se dovesse verificarsi un'aggressione militare, si può essere certi che il popolo cubano combatterà, fino alle ultime conseguenze, per difendere la propria sovranità e indipendenza».

Il termine fissato da Washington per le imprese straniere per chiudere le operazioni con GAESA o esporsi a sanzioni secondarie scade il 5 giugno 2026, il che potrebbe intensificare ulteriormente la pressione economica sul regime nei prossimi giorni.

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