Indignante: Il regime cubano chiede al popolo di bollire acqua e conservare cibo in mezzo ai black-out

Il regime cubano chiede di far bollire l'acqua e conservare gli alimenti in estate mentre tutte le province segnalano casi di epatite A e i blackout superano le 20 ore giornaliere.



Precarietà nei metodi di cottura a CubaFoto © Reti sociali

Il regime cubano ha diffuso questo sabato una serie di consigli sanitari per l'estate attraverso Canal Caribe e l'unità di promozione della salute ProSalud, in cui chiede alla popolazione di far bollire l'acqua e conservare adeguatamente i cibi per prevenire malattie gastrointestinali, il tutto mentre il paese sta affrontando interruzioni elettriche che superano le 20 ore giornaliere e una crisi idrica che lascia milioni di persone senza acqua potabile.

El portavoce del messaggio ufficiale è stato il dottor Pablo Feal Cañizares, di ProSalud, che ha affermato che «l'igiene delle mani, l'igiene dell'acqua e l'igiene degli alimenti è fondamentale» e che «far bollire l'acqua è una misura molto pratica», aggiungendo che clorificarla «è anche un'altra opzione, se si dispone di questo cloro in qualche luogo, che quando è disponibile in farmacia, vada acquistato».

La contraddizione è flagrante: il regime raccomanda di conservare gli alimenti «dentro delle possibilità» quando quasi tre milioni di cubani mancano di accesso regolare all'acqua potabile e il sistema idrico funziona solo con il 37% del combustibile necessario per il pompaggio.

Il deficit elettrico ha raggiunto un record di 2,153 MW lo scorso 13 maggio, e mercoledì scorso l'Unione Elettrica ha previsto un'assenza di 1,975 MW durante l'orario di punta, con 1,203 MW indisponibili a causa della mancanza di combustibile.

Senza elettricità per refrigerare né gas per cucinare in molte case, chiedere al popolo cubano di far bollire l'acqua e conservare il cibo equivale a una presa in giro istituzionale.

Il contesto sanitario è ancora più allarmante: la stessa giornalista di Canal Caribe, Gisela García Rivero, ha riconosciuto nel medesimo reportage che «attualmente tutte le province del paese hanno segnalato casi di epatite A», con i maggiori focolai concentrati a La Habana, Matanzas, Santiago de Cuba, Ciego de Ávila e Camagüey.

Il dottor Feal Cañizares ha spiegato che l'epatite A «si trasmette per via fecale-orale, ovvero tramite la contaminazione di cibi e acqua con feci infette», e che «anche le mosche possono contribuire a questa trasmissione», una descrizione che ritrae con precisione le condizioni create dallo stesso regime dopo decenni di abbandono della sanità.

In Matanzas è stato confermato un focolaio con 18 casi attivi nel quartiere Versalles e sette a La Marina, Cárdenas, mentre in Camagüey sono stati segnalati tra i 30 e i 40 casi positivi al giorno ad aprile, sebbene le autorità si siano rifiutate di riconoscerlo formalmente come un focolaio.

In Pinar del Río anche i casi sospetti sono aumentati negli ultimi giorni, contribuendo al quadro epidemiologico che si estende per tutta l'isola.

Il viceministro della Salute Pubblica, Julio Guerra, ha negato l'11 maggio che Cuba stesse vivendo un'epidemia di epatite A, sebbene abbia ammesso di fronte ai media internazionali una situazione sanitaria «molto complessa».

La crisi alimentare aggrava la situazione: un rapporto del Food Monitor Program ha rivelato ad aprile livelli critici di sopravvivenza alimentare in cinque province, con cali di produzione dell'81% nel riso e del 61% nelle uova, mentre il 33,9% delle famiglie cubane ha avuto almeno un membro che è andato a dormire affamato negli ultimi 30 giorni.

Il dottor Feal Cañizares ha avvertito nel video che le malattie diarroiche acute «possono portare molto facilmente alla disidratazione» e che, sebbene «sia raro», possono verificarsi «anche complicazioni gravi e la morte», un avvertimento che suona come una condanna quando lo Stato non garantisce né l'acqua né l'elettricità per seguire i propri consigli.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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