Allerta a Pinar del Río: aumentano i casi sospetti di epatite A

Pinar del Río riporta un aumento dei casi sospetti di epatite A in diversi comuni. Le autorità invitano a clorare l'acqua e a mantenere elevate norme di igiene.



Ambulanze a Pinar del Río (Immagine di riferimento)Foto © Facebook/Alex Rios Cruz

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La provincia di Pinar del Río registra un incremento dei casi sospetti di epatite A nei comuni di Pinar del Río e San Luis, secondo quanto riportato da Radio Guamá in un report che accende le allerta nella zona.

Secondo il post su Facebook del giornalista ufficialista Lázaro Manuel Alonso, le autorità sanitarie provinciali hanno avvertito del rischio di diffusione del virus e hanno esortato la popolazione a intensificare le misure di igiene.

La specialista Belkys González Robaina ha esortato a clorare l'acqua potabile, a lavarsi frequentemente le mani e a riposare in caso di malattia.

L'epatite A si trasmette attraverso acqua o cibi contaminati e per contatto diretto tra persone, rendendola una malattia particolarmente pericolosa in contesti di crisi idrica come quello che vive Pinar del Río.

Una seconda nota di Radio Guamá ha anche riportato un aumento di casi sospetti a Minas de Matahambre e nella stessa capitale provinciale, il che indica che il fenomeno si sta estendendo a diversi comuni della provincia.

Il contesto non è casuale: i residenti di Entronque de Herradura, a Consolación del Sur, sono senza un servizio regolare di acqua potabile da oltre due anni, le interruzioni di corrente arrivano fino a 30 ore consecutive —rendendo inutilizzabili le pompe d'acqua— e un camion di acqua costa 4.000 pesos, una cifra insostenibile per la maggior parte delle famiglie.

Questa combinazione di mancanza di acqua potabile, scarso saneamento e interruzioni prolungate dell'energia elettrica crea condizioni ideali per la diffusione di malattie a trasmissione fecale-orale come l'epatite A.

Il focolaio pinareño si colloca in un'escalation nazionale che dura da più di un anno senza risolversi. Nel dicembre 2024, il Ministero della Salute Pubblica aveva già riconosciuto un aumento significativo in diverse province, e nel gennaio 2026 è stata lanciata un'allerta su focolai a Santiago di Cuba e Las Tunas.

In aprile 2026, Camagüey riportava tra 30 e 40 casi positivi al giorno, mentre Pinar del Río è stata menzionata esplicitamente dalle autorità nazionali insieme a Matanzas e Camagüey come province con focolai documentati.

Il caso di Matanzas illustra l'entità del problema: al 3 giugno, quella provincia ha registrato sette nuovi casi positivi e 49 sospetti in una sola settimana, con il municipio capoluogo che concentra circa il 40% del totale annuale.

Nonostante la gravità del panorama, il viceministro della Salute Pubblica, Julio Guerra, ha negato l'11 maggio che Cuba stia vivendo un'epidemia di epatite A, sebbene abbia riconosciuto all'agenzia EFE una situazione «molto complessa».

Le autorità di Matanzas hanno descritto la loro situazione come una «mappa con leggero trend al ribasso», ma i focolai attivi a Versalles —con sei nuovi sospetti nell'ultima settimana— dimostrano che il virus continua a circolare, un modello che Pinar del Río potrebbe riprodurre se non si agisce con tempestività.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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