Pubblicano un libro sulla rappresentazione dell'omosessualità nel cinema cubano

Dayron Miranda, specialista della Cinemateca de Cuba, ha pubblicato «El cine salvó mi vida», la prima opera che affronta —da una struttura postmoderna— la rappresentazione dell'omosessualità nel cinema cubano di fiction tra il 1993 e il 2026. Il libro, edito da Hurón Azul in Spagna, combina autobiografia, giornalismo d'inchiesta e riferimenti cinematografici dei cinque continenti. Include anche interviste a grandi personalità del cinema dell'Isola e fotografie inedite.



Copertina del libro di Dayron Miranda e fotogramma del film «Fresa y Chocolate»Foto © FB/Cinemateca De Cuba e cattura video YouTube

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Dayron Miranda, specialista della Cinemateca de Cuba, ha pubblicato questo giovedì il suo libro El cine salvó mi vida, frutto di 12 anni di ricerca ed esperienze personali, e che costituisce la prima opera che affronta, da una prospettiva e struttura postmoderna, la rappresentazione dell'omosessualità nel cinema cubano di finzione.

Il volume, pubblicato dall'editore spagnolo Hurón Azul all'interno della sua collezione 23 e 12 —la stessa che ha pubblicato le cinque Bitácoras di Cinema Cubano—, ha come tema centrale i lungometraggi di fiction prodotti dall'ICAIC nel periodo 1993-2026.

Secondo la descrizione della Cinemateca di Cuba, l'opera «affronta il tema dell'omosessualità, della società, della storia e del cinema cubani, in modo aperto e intrecciato con cinematografie e riferimenti artistici di tutti e cinque i continenti», qualcosa che non era stato trattato prima con questa ampiezza.

Il libro si basa su elementi autobiografici: Miranda, di 33 anni, presenta la propria esistenza come un percorso storico attraverso Cuba, descrivendo la sua vita come «una grande critica e indagine giornalistica e antropologica, non solo psicosociale, ma l'esplorazione interiore che ogni essere umano compie fin dalla nascita: la ricerca di se stesso, della felicità, in base alle proprie circostanze, mentre è costretto a sopravvivere» (sic).

Il volume è suddiviso in quattro segmenti: Aria e Acqua, che rappresentano l'infanzia e l'adolescenza, «le concezioni iniziali che abbiamo noi esseri umani durante queste età»; e Terra e Fuoco, che riflettono la gioventù e l'età adulta, «la maturità mentale che sperimentiamo per affrontare la realtà, per quanto complicata sia, in questo caso quella di Cuba rispetto al mondo», indica la fonte.

Per costruire questo percorso, Miranda, che è laureato in Giornalismo, intreccia generi così diversi come il testimone, la poesia, il reportage, il giornalismo di inchiesta e la sceneggiatura cinematografica. Il segmento Terra incorpora inoltre l'intervista di opinione e il saggio, a partire dalla sua tesi di diploma, il che rende il libro, nelle parole della Cinemateca, «due libri in uno».

La mostra include una ventina di fotografie inedite e interviste a figure cubane di riconoscimento internazionale, come: Senel Paz, Jorge Perugorría, Laura de la Uz, Isabel Santos, Luis Alberto García, Enriquito Almirante, Fernando Pérez e Miguel Barnet, segnala il sito.

Senel Paz è stato lo scrittore e sceneggiatore che ha firmato il copione di Fresa y Chocolate (1993), a partire dal suo racconto «Il lupo, il bosco e l'uomo nuovo». Il film dell'ICAIC è stato diretto da Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabío e ha segnato un traguardo nella rappresentazione dell'omosessualità nel cinema cubano; è stato la prima e unica produzione dell'Isola nominata all'Oscar per il Miglior Film Straniero.

Il film è stato interpretato da Jorge Perugorría (Diego) e Vladimir Cruz (David), il cui abbraccio emblematico sulla scena è stato scelto come motivo per la copertina del volume.

L'anno 1993, punto di partenza della ricerca, non è casuale: coincide con l'uscita di quel film e apre un arco temporale che arriva fino al 2026, periodo in cui Cuba ha vissuto profonde trasformazioni nella sua politica verso la comunità LGBTQ+. Questo processo si è concluso con l'approvazione del nuovo Codice delle Famiglie nel referendum del 26 settembre 2022, che ha incorporato il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Nella memoria nazionale ci sono ancora ferite legate a decenni di ferrea discriminazione e abusi contro gli omosessuali. Diversi ricercatori hanno affrontato i crimini commessi nelle Unità Militari di Aiuto alla Produzione (UMAP), i campi di lavoro forzato creati dal regime di Fidel Castro nel novembre del 1965 e attivi fino al 1968.

Dopo simili violazioni, dirigenti come lo stesso presidente Miguel Díaz-Canel hanno cercato di affermare che «la lotta contro l'omofobia e la transfobia fa parte degli ideali del socialismo a Cuba».

La meta del libro di Miranda, secondo la Cinemateca, è «avvicinare le persone a opere classiche o rilevanti, che forse le aiutino nella loro ricerca interiore», con riferimenti non solo cinematografici ma anche pittorici, musicali, letterari e grafici, come il manifesto cubano di cinema.

Su esplicita richiesta dell'autore, il volume è disponibile esclusivamente in formato fisico attraverso varie piattaforme digitali.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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