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Il vicecancelliere russo Serguéi Riabkov ha confermato lunedì che Cuba è un tema presente nei contatti bilaterali tra Mosca e Washington, avvertendo che gli approcci delle due potenze a riguardo «differiscono radicalmente».
«Il tema della pressione che Washington esercita su Cuba è presente nei nostri contatti con gli americani», ha dichiarato Riabkov durante la cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica «Sempre Verso la Vittoria» a Mosca, secondo quanto riportato dall'agenzia Interfax.
Il diplomatico ha sottolineato che la Russia non può rimanere al margine della situazione cubana.
«Ci rendiamo conto di tutte le circostanze in cui si trova Cuba a causa del blocco illegale degli Stati Uniti e della crescente pressione; non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tutto ciò», ha dichiarato.
Nel medesimo atto, Riabkov ha dettagliato che Mosca e L'Avana stanno sviluppando e implementando progetti congiunti in energia, metallurgia, trasporti, agricoltura, biofarma, biotecnologia, tecnologie dell'informazione ed educazione.
Il vicecancelliere ha annunciato inoltre che entrambi i paesi stanno preparando contatti ai margini del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, il che indica un approfondimento della cooperazione bilaterale a breve termine.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di massima pressione da parte dell'amministrazione Trump sul regime cubano.
Dal mese di gennaio, Washington ha accumulato più di 240 sanzioni contro Cuba, incluse misure contro il conglomerato militare GAESA e restrizioni alla fornitura di petrolio, oltre a reinserire l'isola nella lista degli Stati sponsorizzatori del terrorismo.
In parallelo, l'alleanza Russia-Cuba si è consolidata istituzionalmente. Putin ha ufficializzato nell'ottobre del 2025 l'accordo di cooperazione militare tra i due paesi, precedentemente ratificato dalla Duma russa.
In maggio, il Servizio Federale Russo di Cooperazione Tecnico-Militare ha confermato che sta negoziando nuove aree di collaborazione con L'Avana.
Questa dinamica complica il dialogo già stagnante tra Cuba e Stati Uniti. Alla fine di maggio, la vice ministra cubana Josefina Vidal ha riconosciuto che il canale con Washington «è aperto» ma senza «molto progresso».
Il segretario di Stato Marco Rubio ha ammesso di non vedere significativi progressi nei negoziati.
Washington ha esigito al regime cubano di rompere i legami di sicurezza con Russia e Cina, chiudere stazioni di ascolto e liberare prigionieri politici come condizione per proseguire in qualsiasi accordo bilaterale, il che trasforma la relazione Mosca-L'Avana in un asse centrale della disputa diplomatica triangolare.
Il vicepremier russo Dmitry Chernyshenko ha inoltre annunciato un meccanismo speciale di sussidio per il tasso di interesse per finanziare investimenti russi a Cuba, con una disponibilità imprenditoriale che supera i 1.000 milioni di dollari in settori come l'energia elettrica e l'agricoltura, rafforzando così la scommessa di Mosca per consolidare la sua presenza sull'isola di fronte alla pressione statunitense.
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