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La stagione degli uragani dell'Atlantico 2026 inizia ufficialmente questo lunedì con una previsione moderata che coincide in tutte le principali istituzioni meteorologiche: un'attività al di sotto della media storica, con El Niño come fattore determinante, anche se gli esperti avvertono che un solo ciclone può essere devastante.
NOAA, la Università Statale del Colorado (CSU) e il Ministero della Meteorologia di Cuba (INSMET) puntano nella stessa direzione.
La NOAA ha pubblicato il 21 maggio la sua previsione ufficiale stimando tra otto e 14 tempeste nominate, da tre a sei uragani e tra uno e tre uragani maggiori, con una probabilità del 55% di una stagione al di sotto della norma.
CSU ha previsto per il 13 aprile 13 tempeste nominative, sei uragani e due maggiori, equivalente al 75% di una stagione media del periodo 1991-2020, con un indice di Energia Ciclonica Accumulata di 90 unità rispetto a una media storica di 107.
Il INSMET ha previsto il 6 maggio una stagione «poco attiva» con 11 cicloni tropicali, cinque uragani e due di grande intensità per l'intera area dell'Atlantico.
Il meccanismo comune dietro a tutte queste previsioni è la probabile arrivo di un fenomeno El Niño moderato a forte tra agosto e ottobre, che aumenta la cestrazione verticale del vento sull'Atlantico tropicale e sui Caraibi, rendendo difficile la formazione e l'intensificazione dei cicloni.
Tuttavia, gli esperti sono categorici nel sottolineare che una previsione moderata non equivale a assenza di pericolo. «Basta una sola tempesta perché sia una stagione molto brutta», ha avvertito Ken Graham, direttore del Servizio Meteorologico Nazionale della NOAA.
Cuba: rischio moderato per ferite aperte
Per Cuba, l'INSMET stabilisce un 40% di probabilità che almeno un uragano colpisca l'isola nel 2026, un valore leggermente superiore alla media storica del 35%, e un 75% di probabilità di impatto di qualche tempesta tropicale.
Questi numeri arrivano mentre l'isola non ha ancora terminato di riprendersi dal uragano Melissa, che ha colpito la costa orientale di Cuba il 29 ottobre 2025 come categoria tre, con venti sostenuti di 195 km/h.
Melissa è stata classificata come il terzo uragano più distruttivo dell'Atlantico nella storia: ha danneggiato oltre 116.000 abitazioni a Santiago di Cuba, Holguín, Granma e Guantánamo, e ha colpito oltre 3,5 milioni di cubani secondo le Nazioni Unite.
A a questa vulnerabilità si aggiunge che l'estate 2026 a Cuba si preannuncia più calda del solito, con temperature massime superiori alla media storica, il che aggiunge pressione a una popolazione che non ha ancora completato la sua recupero.
Florida: il Mondiale come fattore di rischio aggiuntivo
In Florida, le autorità si sono riunite domenica presso il Centro Nazionale degli Uragani a Miami-Dade per lanciare un appello urgente alla preparazione, con tre preoccupazioni principali.
La prima è che la Florida del Sud non ha ricevuto l'impatto diretto di un uragano dalla Irma nel 2017, il che potrebbe aver generato eccesso di fiducia nella popolazione.
La seconda è l'arrivo di migliaia di nuovi residenti che non hanno mai vissuto un ciclone e non conoscono i protocolli di evacuazione.
La terza è la Coppa del Mondo FIFA 2026. Pete Gómez, amministratore delle emergenze di Miami-Dade, è stato chiaro: «Migliaia di visitatori internazionali arriveranno nella zona durante la Coppa del Mondo FIFA. E queste persone verranno da tutto il mondo e non hanno mai partecipato a un evento come questi cicloni».
Miami-Dade sta già effettuando simulazioni di emergenza presso il Hard Rock Stadium, una delle sedi del torneo, e sta mantenendo contatti con rappresentanze diplomatiche per informare i visitatori stranieri su come comportarsi in caso di emergenze meteorologiche.
CSU aggiornerà le sue previsioni il 10 giugno, l'8 luglio e il 5 agosto; NOAA e INSMET faranno lo stesso in agosto, quando le stime acquisiscono maggiore precisione avvicinandosi al picco storico della stagione.
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