Richiedono 28 anni di carcere per l'assassino di una madre di tre figli a Santiago di Cuba, due anni dopo il crimine

La Procura chiede 28 anni di carcere per Yoel Menéndez Rivera per il delitto di María Emilia Savigne Borjas, avvenuto a Santiago di Cuba il 23 maggio 2024.



Magia Emilia Sabigne BorjasFoto © Facebook / Magia Emilia Sabigne Borjas

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La Procura ha richiesto una pena di 28 anni di prigione per Yoel Menéndez Rivera, accusato di femminicidio nei confronti di María Emilia Savigne Borjas, di 38 anni, avvenuto a Santiago di Cuba il 23 maggio 2024, come riportato dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada su Facebook.

Il crimine è avvenuto alla "Rotonda" della Carretera del Morro, quando la vittima stava aspettando un mezzo di trasporto per recarsi al lavoro, accompagnata da uno dei suoi figli e dal suo compagno dell'epoca.

Menéndez Rivera l'ha aggredita con un coltello in piena via pubblica, causandole gravi ferite al collo.

Le persone presenti sono intervenute per fermare l'attacco e hanno trasportato María Emilia d'urgenza all'Ospedale Militare Joaquín Castillo Duany, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico, ma è deceduta il giorno successivo a causa della gravità delle ferite.

Il caso ha messo in luce una grave falla istituzionale: la vittima aveva presentato denunce precedenti alla Polizia per minacce da parte del suo ex-partner, ma le autorità non hanno adottato misure efficaci per proteggerla.

L'indignazione è stata immediata sui social media, dove numerose donne hanno condiviso esperienze simili di denunce ignorate e aggressori rimasti liberi senza conseguenze.

María Emilia ha lasciato tre figli orfani di quattro, 15 e 20 anni.

Captura di Facebook / Yosmany Mayeta Labrada

La sua morte ha portato a 19 il numero di femminicidi confermati a Cuba fino ad ora nel 2024, secondo gli osservatori indipendenti YoSíTeCreo en Cuba e l'Osservatorio di Genere Alas Tensas.

Due anni dopo il crimine, fonti collegate al processo giudiziario hanno confermato che si è svolto il processo e che la Procura ha richiesto una pena di 28 anni.

La pena richiesta si colloca all'interno dell'intervallo abituale applicato dal sistema giudiziario cubano in questi casi. Nel giugno del 2025, il Tribunale Provinciale Popolare di Las Tunas ha imposto anch'esso 28 anni al assassino di Katia Ortiz Figueredo, in un caso con caratteristiche simili.

Il Codice Penale cubano, in vigore dal 2022, non qualifica il femminicidio come reato autonomo, sebbene i suoi articoli 344 e 345.1 prevedano pene da 20 a 30 anni, reclusione perpetua o morte quando il crimine avviene per motivi di discriminazione di genere.

Le organizzazioni femministe criticano che la mancanza di una tipificazione specifica, unita all'inerzia istituzionale di fronte a denunce precedenti, lascia le donne scoperte.

I dati degli osservatori indipendenti illustrano l'entità del problema: tra il 2019 e il 2025 sono stati registrati 315 femminicidi a Cuba, con un picco di 89 casi nel 2023. Nel 2024 sono stati 56, nel 2025 sono scesi a 48, e al 24 maggio 2026 già si contavano 26 femminicidi dall'inizio dell'anno.

Mayeta Labrada ha concluso il suo resoconto con una riflessione che riassume il sentimento di coloro che hanno conosciuto la vittima: "Nessuna condanna restituirà la vita a questa madre santiaguera né cancellerà il trauma dei suoi figli. Ma familiari e amici speriamo che il caso stabilisca un precedente e che eventi simili non continuino a essere ignorati fino a finire in tragedia".

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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