Femminicidio numero 26 a Cuba nel 2026: donna assassinata dal suo ex compagno a Gibara

Osleidys Bonaga Corella, di 41 anni, è stata uccisa dal suo ex compagno a Gibara, Holguín. Con questo crimine, i femminicidi verificati a Cuba nel 2026 dal Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT) salgono a 26.



Osleidys Bonaga CorellaFoto © Redes sociales

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La violenza contro le donne a Cuba continua a crescere a un ritmo allarmante e registra un altro crimine: Osleidys Bonaga Corella, di 41 anni, è stata assassinata venerdì scorso nel municipio di Gibara, a Holguín, diventando la vittima numero 26 di femminicidio nell'isola durante il 2026, ha confermato l'Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT).

L'organizzazione indipendente ha verificato che il presunto aggressore di Osleidys è stato il suo ex compagno, che l'ha attaccata con un'arma bianca nel villaggio di Floro Pérez ed è inizialmente fuggito, ma «è già stato arrestato per rispondere alla giustizia».

Captura di Facebook/Alas Tensas

La vittima lascia un figlio e una figlia, entrambi maggiorenni, ha riferito l'OGAT, che ha espresso le condoglianze a entrambi, ad altri familiari e persone vicine alla vittima, e alla comunità di vicini, sconvolta per la perdita.

Il caso risulta particolarmente preoccupante perché ha trasformato Gibara in scenario di due femminicidi in meno di una settimana: il 17 maggio è stata assassinata in quel stesso municipio Yadira González Gámez, di 41 anni, nel quartiere rurale Cañada de Melones, sempre per mano di un uomo conosciuto.

Ambi omicidi, insieme a quello di Yarenia García Mariné, di 36 anni, trovata senza vita a Palancón, Las Tunas, il 19 maggio, portano a sei i femminicidi confermati a maggio.

Questo crimine di violenza di genere risponde, inoltre, al profilo statistico documentato dall'OGAT: ex-partner o partner come aggressore, arma bianca come metodo. Secondo il rapporto del 2025 dell'osservatorio, l'83,3% dei femminicidi in Cuba è commesso dal partner o ex-partner della donna, il 64,6% viene eseguito con armi bianche e il 62,5% si verifica nella casa della vittima.

Il ritmo del 2026 è particolarmente grave: in meno di cinque mesi vengono riportati 26 femminicidi, rispetto ai 48 registrati in tutto il 2025. Fino al 23 maggio, l'OGAT segnala, inoltre, 18 tentativi di femminicidio e un omicidio di un uomo per motivi di genere.

L'organizzazione sta anche indagando su 12 possibili femminicidi, cinque tentativi e un omicidio di uomo per motivi di genere segnalati nel 2025, così come otto possibili femminicidi e tre tentativi segnalati nel 2026.

Il mese scorso, aprile, è stato il più mortale fino ad oggi, con almeno sette casi verificati, incluso il sconvolgente doppio femminicidio a Batabanó del 22 aprile, quando il compagno di Rosalí Peña Hernández, di 31 anni, ha ucciso lei e sua figlia Camila Aguilera Peña, di 12 anni.

Il quadro legale cubano aggrava il problema strutturale: il femminicidio non è classificato come reato autonomo nel Codice Penale vigente dal novembre 2022. Cuba inoltre manca di una legge integrale sulla violenza di genere, di rifugi per donne a rischio e di protocolli di protezione efficaci, e lo Stato non pubblica statistiche ufficiali su questi crimini, lasciando la documentazione esclusivamente nelle mani di organizzazioni indipendenti come l'OGAT.

Alas Tensas ha ribadito questa domenica che «denunciare questi crimini non è un reato» e ha invitato i cittadini a segnalare casi di violenza estrema contro donne e ragazze tramite l'email observatorio@alastensas.com o attraverso il modulo online sul suo sito web.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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