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Mike Hammer, capo della missione dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, ha visitato venerdì San Antonio de los Baños —considerata la culla dell'11J poiché è stato il primo luogo dove sono esplose le storiche proteste dell'11 luglio 2021— per incontrare attivisti oppositori e familiari di prigionieri politici, in una visita documentata e pubblicata dalla stessa Ambasciata su Facebook.
Nel incontro hanno partecipato gli attivisti Carlos Manuel Pupo Rodríguez e Jorge Omar Lorenzo Pimienta, descritti dall'Ambasciata come «patrioti impegnati a promuovere un futuro migliore per Cuba», e Angélica Ramírez, madre di Denis Hernández Ramírez, prigioniero politico dell'11J che rimane incarcerato.
Nel video, Hammer comunica direttamente alla madre il sostegno di Washington: «Il signor Trump e il segretario Rubio stanno insistendo affinché vengano liberati tutti i prigionieri politici e si dia visibilità a giovani come suo figlio che sono ingiustamente incarcerati».
L'Ambasciata ha sottolineato nella sua pubblicazione che «gli Stati Uniti continueranno a chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici», etichettando il messaggio con gli hashtag #todos e #ConCubanosDeApie.
Denis Hernández Ramírez è stato condannato a sei anni di reclusione per disobbedienza e disturbo dell'ordine pubblico dopo aver partecipato alle proteste dell'11 e 12 luglio 2021 nella stessa località.
Era stato rilasciato nel gennaio del 2025 come parte dell'accordo tra il governo cubano e il Vaticano, che prevedeva la liberazione di 553 persone, ma la sua libertà condizionata è stata revocata il 25 marzo 2026 dopo aver pubblicato sui social denunciando sorveglianza, molestie e minacce da parte della Sicurezza dello Stato.
Il suo caso è stato documentato come il settimo di un excarcerato dell'11J tornato in prigione da gennaio 2025, in un modello che il regime ha ripetuto con altri manifestanti che hanno osato continuare a esprimersi dopo aver riacquistato la libertà.
Pupo Rodríguez e Lorenzo Pimienta, con i quali Hammer ha anche incontrato, sono cofondatori del Progetto Emilia, un'iniziativa oppositrice creata nel 2013 insieme al noto dissidente Oscar Elías Biscet.
La visita a San Antonio de los Baños si inserisce in una linea d'azione sistematica del diplomatico, che dalla sua assunzione dell'incarico il 14 novembre 2024 ha fatto del contatto diretto con oppositori e familiari di prigionieri politici uno dei segni distintivi della sua gestione.
In passato, la Sicurezza dello Stato ha persino arrestato oppositori per impedire che si riunissero con lui, il che illustra il livello di disagio che queste visite generano per il regime.
Hammer ha incontrato anche l'oppositore Jorge Luis García Pérez «Antúnez», l'attivista Manuel Cuesta Morúa e il Cardinale dell'Avana, sempre mantenendo il tema dei prigionieri politici come filo conduttore dei suoi interventi.
In aprile 2026 c'erano più di 1.200 prigionieri politici documentati a Cuba, mentre il presidente Miguel Díaz-Canel negava la loro esistenza di fronte ai media internazionali, una contraddizione che visite come quella di questo venerdì a San Antonio de los Baños si propone di rendere sempre più difficile da sostenere.
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