Il governo cubano modifica il Codice del Lavoro a causa dell'aumento delle interruzioni lavorative

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto 149/2026 che modifica il Codice del Lavoro e stabilisce una garanzia salariale del 60% per i lavoratori interrotti a Cuba.



Lavoratori a Cuba (immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

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Il Consiglio dei Ministri di Cuba ha approvato il Decreto 149/2026, che modifica il Regolamento del Codice del Lavoro per regolare il trattamento dei lavoratori dichiarati interrotti, in un contesto di interruzioni lavorative massicce provocate dalla crisi energetica e dei combustibili che paralizza ampi settori del sistema imprenditoriale statale.

Il decreto, firmato dal Primo Ministro Manuel Marrero Cruz il 14 aprile e pubblicato questo giovedì nella Gaceta Oficial No. 46, riscrive completamente l'Articolo 78 del Decreto 326 del 2014 e abroga il Decreto 50 del 2021, che era fino ad ora la norma vigente su questa materia.

La giustificazione ufficiale del regime è «preservare la forza lavoro nelle entità e garantire la protezione dei lavoratori che non è possibile ricollocare a partire dal secondo mese di interruzione lavorativa».

Il nuovo schema è a fasi e condisce ogni passaggio con il completamento del precedente.

Se l'interruzione può protrarsi per due mesi consecutivi o più senza una soluzione prevista, il dirigente dell'ente è obbligato a gestire la dichiarazione dei lavoratori disponibili.

Quando l'attività sarà ripristinata, quel medesimo responsabile deve dare priorità nella valutazione ai lavoratori che ha dichiarato disponibili per riassumerli, a patto che soddisfino i requisiti.

Solo in via eccezionale, dopo aver esaurito tutte le opzioni di ricollocazione, i lavoratori interrotti percepiranno una garanzia salariale.

Il decreto stabilisce che tale garanzia equivale al 60% dello stipendio base giornaliero a partire dal secondo mese di interruzione, «calcolato in modo consecutivo o meno fino al suo reinserimento».

L'approvazione di quel trattamento speciale spetta al Consiglio dei Ministri quando il finanziamento grava sul Bilancio dello Stato, ma viene delegata al capo dell'azienda quando quest'ultima si fa carico del costo, previa valutazione nel Consiglio di Direzione, accordo con l'organizzazione sindacale e analisi nell'Assemblea Generale dei Soci e dei Lavoratori.

Il decreto stabilisce anche obblighi di controllo e monitoraggio: l'Ufficio Nazionale di Ispezione del Lavoro vigilerà sulle azioni dei datori di lavoro per garantire la ricollocazione, e il ministro del Lavoro e della Sicurezza Sociale dovrà informare mensilmente il Consiglio dei Ministri sui risultati.

Le direzioni municipali del Lavoro e della Sicurezza Sociale sono responsabili di conciliare le posizioni vacanti, gestire la mobilità lavorativa tra i comuni e fornire informazioni sulle offerte di lavoro ai datori di lavoro.

Il ministro del Lavoro, Jesús Otamendiz Campos, ha riconosciuto il 16 maggio che la crisi del carburante ha provocato interruzioni lavorative di massa nel settore statale.

Il contesto in cui viene approvata questa norma è caratterizzato da un deterioramento sostenuto del mercato del lavoro cubano: la popolazione occupata è scesa da 4.912.492 persone nel 2020 a 4.680.928 alla fine del 2022, con una riduzione di oltre 231.000 posti di lavoro, mentre la disoccupazione ufficiale è aumentata da 66.196 a 84.700 persone nello stesso periodo.

Il salario medio statale è stato di 6.930 pesos cubani nel 2025, equivalente a circa 13 dollari al cambio informale, il che rende il 60% di questo salario una cifra che difficilmente copre le esigenze fondamentali di una famiglia cubana in mezzo all'inflazione e alla scarsità generalizzata.

La catena normativa sui lavoratori interrotti inizia con la Legge 116 (Codice del Lavoro, 2013), passa per il Decreto 326 del 2014, il Decreto 351 del 2018 e il Decreto 50 del 2021, e ora si aggiorna con il Decreto 149, che entra in vigore dalla sua pubblicazione nella Gaceta Oficial.

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