Il regime cubano ha riconosciuto che 44.000 madri con tre o più figli minorenni hanno bisogno di migliorare le abitazioni in cui risiedono, secondo quanto dichiarato dalla direttrice generale dell'Edilizia durante la presentazione dei nuovi accordi del Consiglio dei Ministri pubblicati nella Gazzetta Ufficiale questa settimana.
La cifra accompagna la pubblicazione di due accordi —il 10.326 e il 10.327— approvati il 5 marzo 2026 e divulgati nella Gaceta Oficial No. 44 Ordinaria del 2026, che modificano le politiche di sussidio abitativo e di assegnazione di case per famiglie vulnerabili.
L'Accordo 10.326 eleva in modo significativo gli importi che lo Stato concede per lavori nelle abitazioni, riconoscendo così l'aumento dei prezzi dei materiali, dei servizi e del trasporto che ha reso inefficaci i sussidi precedenti.
Nel caso della costruzione di opere nuove, il sussidio passa da 188,560 a 700,000 pesos; la riabilitazione passa da 133,742 a 656,300 pesos; la conservazione maggiore aumenta da 72,000 a 273,000 pesos; e la conservazione minore, da 19,465 a 56,500 pesos.
La direttrice generale della Casa ha spiegato che nel paese ci sono circa 29.000 sussidi già concessi per azioni costruttive, «molti dei quali incompleti a causa dei costi», e che tali casi saranno rivalutati per assegnare l'importo aggiuntivo necessario.
L'accordo introduce anche la modalità di consegna "chiavi in mano": "la persona che non ha la possibilità o la capacità di eseguire con propri mezzi tutte le azioni o attività necessarie all'azione costruttiva nella propria abitazione, lo Stato se ne fa carico in modo integrale", ha precisato la funzionaria.
Il Decreto 10.327 del Consiglio dei Ministri modifica la politica di assegnazione degli alloggi per le famiglie numerose e introduce diversi cambiamenti rilevanti.
Amplia l'età dei minori beneficiari da 17 a 18 anni, include espressamente i genitori e i tutori —non solo le madri— e stabilisce finanziamenti maggiori in base alla posizione geografica dell'immobile.
Inoltre, protegge il diritto di occupazione dei beneficiari che non sono proprietari dell'immobile dove verrà effettuato il lavoro: «il titolare che accetta interventi costruttivi nella sua abitazione concederà il diritto reale di abitazione alla persona beneficiata, la quale deve avere almeno cinque anni di residenza lì», ha specificato la direttrice.
Paralelamente, il Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale ha pubblicato la Risoluzione 10/2026, che regola la valutazione socioeconomica dei nuclei familiari richiedenti, fissando a 2.100 pesos il reddito pro capite massimo per accedere al sussidio, con un'eccezione fino a 3.234 pesos in casi di vulnerabilità speciale.
Le misure arrivano in mezzo a una crisi abitativa che si approfondisce a Cuba: il deficit supera le 929.000 abitazioni, quasi il 35% del patrimonio abitativo è in condizioni regolari o scadenti, e nel 2025 lo Stato ha completato appena 5.493 unità rispetto a un piano di 10.795, un inadempimento che lo stesso governo ha riconosciuto.
L'Accordo 10.327 entrerà in vigore 30 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gaceta Oficial, mentre il divario tra le risorse assegnate e le reali necessità di milioni di cubani continua a essere enorme dopo decenni di deterioramento abitativo accumulato.
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