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La organizzazione per i diritti umani Cubalex ha emesso un comunicato di allerta nel quale denuncia che le tre nuove leggi migratorie pubblicate dal regime cubano a maggio 2026 «consolidano un sistema di controllo securitizzato e discrezionale sulla mobilità umana e sull'esercizio dei diritti fondamentali dei cubani residenti nel paese o all'estero».
Le norme in questione —la Legge 171 sull'Immigrazione, la Legge 172 sulla Cittadinanza e la Legge 173 sugli Stranieri— sono state pubblicate il 5 maggio nella Gazzetta Ufficiale N. 39 Ordinaria del 2026, quasi due anni dopo la loro approvazione da parte dell'Assemblea Nazionale il 19 luglio 2024. Entreranno in vigore 180 giorni dopo la loro pubblicazione, cioè circa a novembre 2026.
Uno dei cambiamenti più controversi è l'introduzione della categoria di «residenza effettiva migratoria», che sostituisce il criterio obiettivo precedente di 24 mesi di permanenza all'estero.
Sotto il nuovo schema, la condizione di residente richiede di aver trascorso più di 180 giorni naturali a Cuba durante l'anno precedente, o di dimostrare un «radicamento», un concetto che la legge non definisce con precisione e la cui determinazione è lasciata nelle mani del MININT attraverso la DIMEC.
Cubalex avverte che «la residenza smette di essere una condizione oggettiva e diventa soggetta a criteri discrezionali e politici».
Igualmente allarmante risulta la formalizzazione della limitazione dell'ingresso nel paese per i cittadini cubani sotto motivazioni vaghe come «sicurezza nazionale», «ordine pubblico» o «interesse pubblico».
Il regolamento introduce inoltre la figura del reimbarco: un nazionale può essere respinto alla frontiera per decisione amministrativa dell'Autorità Migratoria, senza controllo giudiziario preventivo né garanzie di giusto processo.
Secondo Cubalex, questa misura «legalizza pratiche di esclusione territoriale che sono state denunciate per anni da attivisti, giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani».
La Legge 171 crea anche formalmente la Polizia di Migrazione come corpo specializzato con giurisdizione nazionale, con poteri per condurre persone, prendere dichiarazioni e trattenere cittadini.
Cubalex segnala che queste strutture «concentrano nel MININT poteri per indagare, sanzionare, deportare e restrigere movimenti senza l'intervento di un potere giudiziario indipendente».
In merito alla Legge 172 sulla Cittadinanza, mantiene la possibilità di privare della nazionalità ai cubani che, dall'estero, compiano atti considerati contrari ai «massimi interessi politici, economici e sociali» dello Stato.
La organizzazione avverte che questa formula «trasforma la nazionalità in uno strumento di punizione nei confronti del dissenso politico all'estero» e che «la cittadinanza è così subordinata a criteri di lealtà ideologica e fedeltà politica».
La legge introduce inoltre il concetto di «cittadinanza effettiva»: i cubani con doppia nazionalità, all'interno del territorio cubano, potranno utilizzare solo la cittadinanza cubana.
La rinuncia alla cittadinanza cubana viene regolamentata per la prima volta, ma l'approvazione finale resta nelle mani dello Stato, e il recupero può essere esercitato solo una volta, dopo un periodo che può arrivare fino a cinque anni dalla perdita.
In the economic field, the new category of "foreign resident investor" does not recognize full rights.
Cubalex segnala che «lo Stato cerca di catturare risorse dalla diaspora senza smontare le proibizioni strutturali che impediscono ai cubani non residenti di intraprendere liberamente nel loro paese, mantenendo l'attività economica come una concessione concessa dal potere e non come un diritto garantito».
Per ultimo, Cubalex conclude avvisando la comunità internazionale e gli organi di trattato delle Nazioni Unite su quello che definisce come «un regresso normativo che, sotto un'apparenza di apertura, approfondisce la differenziazione giuridica tra cittadini e rafforza l'uso del sistema migratorio come strumento di rappresaglia politica e controllo sociale».
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