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Il sottosegretario di Stato Christopher Landau ha esortato il Canada a fornire sostegno al popolo cubano durante un incontro con il vice ministro degli Affari Esteri canadese, Arun Thangaraj, nel quale ha definito il governo dell'Avana come «la corrotta dittatura comunista che ha detenuto il potere assoluto a Cuba negli ultimi 67 anni».
Il comunicato ufficiale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, attribuito al portavoce Tommy Pigott, ha sottolineato che l'incontro ha trattato questioni bilaterali e regionali, inclusi gli sforzi coordinati per evitare che l'ebola arrivi in Nord America e il riconoscimento del sostegno canadese alla Forza di Repressione delle Bande ad Haiti.
La dichiarazione su Cuba è stata la più incisiva del comunicato e si inserisce in una politica estera dell'amministrazione Trump decisamente rigida nei confronti di L'Avana.
Landau non è nuovo a questo tipo di dichiarazioni. Nel gennaio 2026 aveva già affermato che il «regime castrocomunista è in bilico» e che «è giunta l'ora del cambiamento a cui aspira la gente sull'isola».
Appena tre giorni prima di questo incontro, domenica scorsa, Landau ha risposto a un comunicato dell'ambasciata cubana in Messico che sosteneva Raúl Castro, criticando il fatto che si supportasse un «regime apertamente dittatoriale che non ha permesso una libera elezione in 67 anni».
La riunione con il Canada acquista un'importanza particolare perché Ottawa ha mantenuto relazioni diplomatiche con Cuba ininterrottamente dal 1945 ed è storicamente stata più moderata di Washington nella sua posizione verso L'Avana.
Tuttavia, la pressione interna in Canada per inasprire questa posizione è aumentata nel 2026. A marzo, la Coalizione Cubano-Canadese ha chiesto al governo canadese di rivedere la sua politica nei confronti di Cuba, di chiudere l'ambasciata cubana a Ottawa e di ridurre la presenza diplomatica all'Avana.
Il richiamo di Landau avviene nel contesto di un'offensiva di sanzioni senza precedenti da parte dell'amministrazione Trump. Dal gennaio del 2026, Washington ha accumulato oltre 240 sanzioni contro Cuba.
Il 1 maggio, Trump ha firmato un nuovo decreto che amplia le sanzioni nei confronti dei familiari adulti di funzionari designati e delle banche straniere che facilitano transazioni con il regime.
Il 7 maggio, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato nuove designazioni contro GAESA — il conglomerato imprenditoriale militare cubano — e ha fissato il 5 giugno come termine entro il quale le imprese straniere devono interrompere i legami con tale entità sotto minaccia di sanzioni secondarie.
Rubio è stato categorico nel giustificare questa misura: «Le sanzioni continueranno fino a quando il regime cubano non attuerà riforme politiche ed economiche».
Il termine stabilito da Rubio affinché le aziende straniere rompano i legami con GAESA scade il prossimo 5 giugno, il che rende le prossime settimane un periodo decisivo per la pressione economica sul regime.
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