La Coalizione Cubano-Canadese chiede al governo del Canada di rivedere le sue relazioni diplomatiche con Cuba

Cubani in Canada si manifestano contro il regimeFoto © Facebook / Coalizione dei Cubani Canadesi

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La Coalizione Cubano-Canadese (CCC), organizzazione senza scopo di lucro dedicata a promuovere la democrazia a Cuba, ha pubblicato sabato una lettera formale indirizzata al ministro degli Affari Esteri del Canada, Anita Anand, in cui sollecita il governo di Mark Carney a riconsiderare la sua posizione diplomatica nei confronti di Cuba e a chiudere l'ambasciata cubana a Ottawa.

La lettera, diffusa attraverso il profilo della Coalizione su X, chiede specificamente la chiusura della missione diplomatica cubana nella capitale canadese, consentendo unicamente una presenza consolare minima per servizi di immigrazione e pratiche amministrative.

Inoltre, chiede di ridurre drasticamente il personale diplomatico canadese a L'Avana al minimo indispensabile per le funzioni consolari di base.

"Si invita rispettosamente il Governo del Canada a riconsiderare il suo attuale impegno diplomatico con la Repubblica di Cuba, particolarmente per quanto riguarda il funzionamento dell'Ambasciata cubana in Canada e la presenza diplomatica canadese nell'Isola", si legge nel documento.

La Coalizione fonda la sua richiesta su tre argomenti principali.

In primo luogo, la politica estera canadese deve riflettere i suoi valori democratici e la storia del regime cubano in materia di diritti umani e libertà politiche giustifica una rivalutazione diplomatica.

"Una riorganizzazione del dialogo diplomatico invierebbe un messaggio chiaro e basato su principi", precisa il testo.

In secondo luogo, la presenza di cittadini canadesi che risiedono o lavorano a Cuba è limitata, e il turismo è diminuito in modo significativo.

In terzo luogo, mantenere un'infrastruttura diplomatica completa a Cuba rappresenta una spesa ingiustificabile per i contribuenti canadesi, dato che gli interessi diretti dei cittadini canadesi nell'Isola sono limitati.

Inoltre, e di particolare gravità, il documento sottolinea che le missioni diplomatiche cubane vengono utilizzate sistematicamente per attività di spionaggio, sorveglianza della comunità degli esiliati e reclutamento di agenti, secondo le testimonianze di disertori dei servizi di intelligenza cubani confermate da servizi di intelligenza esteri.

"Queste preoccupazioni sottolineano ulteriormente la necessità di un approccio prudente e che prioritizzi la sicurezza nelle relazioni diplomatiche con la dittatura cubana", sottolinea la richiesta.

La richiesta arriva in un momento di crescente pressione su Ottawa affinché indurisca la sua posizione nei confronti di La Habana.

In febbraio, il Macdonald-Laurier Institute ha pubblicato il rapporto che esortava il Canada a imporre sanzioni selettive contro funzionari cubani responsabili di repressione e alleanze con Russia, Cina e Venezuela.

Il rapporto ha messo in evidenza una notevole inconsistenza: il Canada ha sanzionato 124 venezuelani, 35 nicaraguensi e cittadini russi, bielorussi e cinesi ai sensi della Legge Magnitsky e della Special Economic Measures Act, ma fino ad oggi nessun funzionario cubano è stato sanzionato.

Il 24 febbraio, la stessa CCC ha testimoniato davanti al Comitato per gli Affari Esteri della Camera dei Comuni. In quella sessione, il presidente della Coalizione, Raimet Martínez, è stato categorico nel sottolineare che la crisi cubana non è dovuta a fattori esterni, ma a "67 anni di un sistema incapace di governare".

Il contesto umanitario a Cuba rafforza gli argomenti della coalizione.

Desde la fine del 2025, l'Isola sta vivendo una severa crisi del carburante che ha paralizzato i suoi nove aeroporti internazionali, lasciando bloccati circa 27.900 turisti canadesi, costringendo compagnie aeree come Air Canada, Air Transat e Sunwing a sospendere i voli.

Le prenotazioni di viaggi canadesi per Cuba sono diminuite dell'86% a marzo rispetto allo stesso periodo del 2025.

In materia di diritti umani, Justicia 11J stimava almeno 760 prigionieri politici nell'Isola questo mese di marzo, una cifra che contrasta con gli annunci ufficiali del regime sulle liberazioni.

Nonostante questo panorama, il governo canadese ha annunciato l'invio di 5,8 milioni di dollari in aiuti umanitari a Cuba, canalizzati attraverso il Programma Mondiale per gli Alimenti e UNICEF, una decisione che le organizzazioni della società civile cubano-canadese considerano insufficiente se non accompagnata da una reale pressione politica sul regime.

Il Canada e Cuba mantengono relazioni diplomatiche ininterrotte dal 1945, essendo uno dei pochi paesi dell'emisfero che non le hanno interrotte dopo la Rivoluzione del 1959.

Per la CCC, quel legame storico non può continuare a essere una ragione per ignorare decenni di repressione: "Questa proposta non mira a eliminare la comunicazione né i servizi necessari, ma a allineare la posizione diplomatica del Canada con la responsabilità fiscale e il suo impegno per i principi democratici", conclude la lettera.

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Redazione di CiberCuba

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