«Deje eso mi zio»: un giovane cocchiere commuove per la sua solidarietà in piena crisi dei trasporti

Un giovane cocchiere di Sancti Spíritus soprannominato «El Chinito» si è rifiutato di far pagare il viaggio a due persone in piena crisi dei trasporti a Cuba.



Cochero commuove con un gesto di solidarietà a Las TunasFoto © Granma

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Un giovane cocchiere conosciuto come «El Chinito» si è rifiutato di far pagare il passaggio a due persone che ha trasportato con la sua carrozza a trazione animale per le strade di Sancti Spíritus, in un gesto di solidarietà che ha circolato sui social network come un ritratto di dignità in mezzo al collasso del trasporto pubblico a Cuba.

Il fatto è stato raccontato dal giornalista ufficialista Pastor Batista Valdés, che stava camminando lungo la strada, rassegnato a percorrere circa due chilometri a piedi, quando ha sentito una voce che gli diceva: «Dai Puro, sali che ti anticipo un po'».

Il ragazzo, magro e molto giovane, guidava un'auto montata su quattro ruote con pneumatici da 13 pollici, che possiede da appena nove mesi.

Durante il tragitto, una donna di circa 50 anni che viaggiava anche in macchina ha cercato di pagargli alla discesa.

«Niente, zia, che abbia buone tarde», le rispose il cocchiere senza esitare.

Quando il giornalista cercò di fare lo stesso al suo arrivo, la risposta fu altrettanto diretta: «Lasci perdere, mio zio, lasci perdere; un altro giorno, un altro giorno».

E si allontanò sorridente, come descrive Batista Valdés, «come se tornasse con le tasche piene di banconote».

Il gesto risulta ancora più significativo se si considera la situazione economica del medesimo cocchiere.

Quando il giornalista gli chiese se il lavoro lo aiutava, il ragazzo rispose con una miscela di onestà e ottimismo: «Beh, ci sono giorni migliori e altri meno, ma andiamo avanti. Oggi, per esempio, non ho praticamente fatto nulla. Non importa; domani sarà meglio».

Durante il percorso, «El Chinito» ha anche parlato con passione delle cure che riserva alla sua giumenta: il riposo che le procura e un pezzo di spugna che voleva procurarsi per evitarle piaghe sul dorso.

Un vicino, sapendo la storia, lo identificò immediatamente: «Certo che sì... quello è El Chinito: un buon ragazzo».

L'episodio si svolge nel contesto di una crisi dei trasporti senza precedenti a Sancti Spíritus, dove da questo mese le autorità hanno sospeso le rotte intercomunali, interurbane e rurali a causa della bassa disponibilità di gasolio, lasciando operativa soltanto una partenza giornaliera per L'Avana —alle 1:00 del mattino— e alcuni servizi medici prioritari.

I cicli elettrici privati esistono, ma applicano tariffe che lo stesso giornalista descrive come «prezzo di navette spaziali», e gli ecomobili —piccoli microbus di produzione locale— operano in modo molto limitato.

In quel vuoto, le carrozze trainate da animali sono tornate ad essere una soluzione quotidiana per migliaia di cubani che non hanno altri mezzi di spostamento, in un'isola dove i trasporti pubblici affondano ogni giorno mentre il governo non offre soluzioni reali.

La crisi energetica che alimenta questo crollo è strutturale: Cuba produce appena 40.000 dei 110.000 barili giornalieri di petrolio di cui ha bisogno, il Venezuela ha ridotto le sue spedizioni dalla fine del 2025 e Pemex ha sospeso le forniture a causa dei debiti cubani.

Il collega del giornalista, Israel Hernández, ha riassunto il valore del gesto con una frase che ha anche proposto come titolo alternativo per la cronaca: «È certamente molto buono e giusto scrivere di atteggiamenti così. Giovani come lui non sono un'eccezione. Se vuoi, ti do anche il titolo e non te lo faccio pagare: Ci sono, eccome».

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