Cineasta Ernesto Fundora: «Cuba è sequestrata da satanisti»

Il cineasta cubano Ernesto Fundora ha affermato che «la nazione cubana è sequestrata da un gruppo di satanisti» e ha valutato l'imputazione di Raúl Castro.



Ernesto FundoraFoto © CiberCuba

Il cineasta cubano Ernesto Fundora ha affermato in un'intervista per CiberCuba che «la nazione cubana è sequestrata da un gruppo di satanisti», una dichiarazione che ha fatto sua a partire dalle parole del rapper cubano Rasandino, vicino al Movimento San Isidro.

Fundora ha riferito che Rasandino di recente gli ha fatto una telefonata dicendo: «Ernesto, questa non è una guerra ideologica. Questa non è una guerra politica. Questa non è una guerra filosofica. Questa è una guerra spirituale dei cattivi spiriti contro i buoni spiriti».

Il cineasta ha fatto sua quella caratterizzazione senza riserve: «Siamo sequestrati da un gruppo di satanisti. La nazione cubana è sequestrata da un gruppo di satanisti».

La conversazione si è svolta giorni dopo il attacco subito da Fundora durante la presentazione del suo documentario «Luis Manuel Otero Alcántara: Estamos conectados» presso il Centro Universitario Culturale di Coyoacán, Città di Messico.

Quattro individui identificati come militanti comunisti messicani lo hanno picchiato con i bastoni delle loro bandiere mentre gridavano «Malvagi vermi!», «Viva Fidel Castro!», «Viva Raúl!», «Viva Díaz-Canel!» e «Abbasso la gusanera!».

Fundora ha parlato dell'accusa federale presentata lo stesso mercoledì dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Raúl Castro per l'abbattimento degli aerei di Hermanos al Rescate nel 1996, definendola «formidabile».

«Gli Stati Uniti devono sempre creare quel quadro giuridico di legittimazione per qualsiasi passo intendano compiere», ha spiegato, aggiungendo che l'imputazione servirà affinché le nazioni alleate non trovino «tacchi d'Achille» di fronte a una possibile azione.

Per descrivere l'ex dittatore, Fundora ha fatto riferimento al libro di memorie di Huber Matos «Cómo llegó la noche», dove, come citato, Raúl Castro appare come «l'unico guerrigliero impeccabilmente vestito e ammorbidito, che non partecipava mai ai combattimenti ma era il più disposto a impiccare la gente e a fucilare». Il suo verdetto è stato categorico: «È sempre stato un assassino».

Nonostante la violenza, la proiezione del documentario —che racconta la storia del leader del Movimento San Isidro, Luis Manuel Otero Alcántara, prigioniero politico dal 11 luglio 2021— si è svolta davanti a più di 80 partecipanti. La sua condanna di cinque anni scade il 9 luglio 2026.

Rasandino è un rapper cubano noto nella scena indipendente e contestataria. Il suo nome è emerso in report di CiberCuba alla fine di settembre 2018, dopo aver partecipato a un concerto nel centro culturale "La Madriguera" a L'Avana, quando, insieme ad altri artisti come Maykel Osorbo, ha protestato apertamente contro il Decreto Legge 349.

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