
Video correlati:
Il governante Miguel Díaz-Canel ha elevato giovedì la retorica ufficiale cubana in risposta all'accusa penale presentata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Raúl Castro, pubblicando un nuovo messaggio su X in cui ha affermato: «Il Generale dell'Esercito è Cuba e Cuba merita rispetto».
Il messaggio rappresenta un'escalation rispetto alla sua prima reazione di mercoledì, quando ha qualificato l'accusa come «azione politica, senza alcun fondamento giuridico» e l'ha descritta come un pretesto per giustificare un'aggressione militare contro Cuba.
Nel nuovo tweet, Díaz-Canel ha fatto appello direttamente al sentimento nazionalista: «Non si mancano di rispetto agli eroi della Patria, non si offendono storia e tradizioni senza risposta. Non in Cuba».
Il governante ha anche cercato di trasformare l'accusa in un fattore di coesione interna, assicurando che «la nuova aggressione ci ha unito di più e ha elevato l'onore, la dignità e il sentimento antimperialista di un popolo che era già riconosciuto in tutto il mondo per la sua coraggiosa resistenza a qualsiasi tipo di subordinazione all'impero».
Il messaggio è stato accompagnato da un'immagine ufficiale della Presidenza della Repubblica con la foto di Raúl Castro in uniforme militare a quattro stelle, sotto la campagna #RaúlEsRaúl.
Díaz-Canel ha annunciato anche la sua presenza alla Tribuna Antiimperialista José Martí questo venerdì, dove l'Unione dei Giovani Comunisti ha convocato una concentrazione alle 7:30 del mattino di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti sul Malecón dell'Avana per «condannare l'atto miserabile e infame del Dipartimento di Giustizia».
L'accusa che ha scatenato la crisi è stata presentata mercoledì —Giorno dell'Indipendenza di Cuba— alla Freedom Tower di Miami dal procuratore generale ad interim Todd Blanche, che ha dichiarato: «Per quasi 30 anni, le famiglie di quattro americani assassinati hanno atteso giustizia».
I capi d'accusa contro Raúl Castro includono cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, quattro capi d'accusa individuali di omicidio e due per distruzione di aeromobili, relativi all'abbattimento di due aerei civili di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, in cui morirono Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario Manuel de la Peña e Pablo Morales, i cui corpi non sono mai stati recuperati.
Il fulcro dell'accusa è una registrazione audio del giugno 1996 in cui Castro, all'epoca ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, riconosce di aver ordinato l'attacco: «Affondateli in mare quando si presentano; e non consultate quelli che hanno i poteri».
Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito Raúl Castro un «fuggitivo della giustizia americana» e ha avvertito che non svelerà come intende portarlo in tribunale: «Se ci sarà un annuncio, ve lo diremo dopo, non prima».
Il regime cubano ha minacciato una «resistenza feroce» di fronte a qualsiasi azione derivata dalle accuse, mentre il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha definito l'accusa una «farsa» e il cancelliere Bruno Rodríguez ha chiamato Rubio «portavoce di interessi corrotti e vendicativi».
Raúl Castro ha 94 anni e compirà 95 il 3 giugno 2026. Non esiste un trattato di estradizione tra Cuba e Stati Uniti, e gli analisti considerano l'accusa principalmente simbolica, anche se, se venisse dichiarato colpevole, potrebbe affrontare l'ergastolo o la pena di morte.
Archiviato in: