Parlamentare europeo: "La dittatura cubana è sempre più vicina al collasso"

L'eurodeputato Hermann Tertsch ha affermato in Aula del Parlamento Europeo che la dittatura cubana è «più vicina che mai al collasso» e ha chiesto la fine dell'accordo UE-Cuba.



Hermann TertschFoto © X / Hermann Tertsch

L'eurodeputato spagnolo Hermann Tertsch è intervenuto in Plenaria al Parlamento Europeo per denunciare con fermezza la situazione a Cuba e chiedere la fine dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione tra l'Unione Europea e L'Avana, affermando che la dittatura cubana è "più vicina che mai al collasso".

"Questa dittatura è ora più vicina che mai al collasso, a causa del suo brutale e abissale fallimento generale che non genera altro che miseria, paura, fame e morte", ha dichiarato Tertsch, eurodeputato del gruppo Patriots for Europe, di cui fa parte il partito VOX.

Il parlamentare ha definito "desperante" il fatto che, dopo 67 anni di dittatura comunista, l'Unione Europea mantenga un accordo che, a suo avviso, ha fornito al regime "una presunta legittimità e milioni di euro del contribuente europeo".

Tertsch ha interrogato direttamente la commissaria presente al dibattito riguardo al fatto che i fondi europei arrivino realmente alla società civile cubana: "Chi conosce lei di Cuba per pensare che qualche fondo di questi vada realmente alla società civile, invece di finire nelle organizzazioni del partito che terrorizzano il popolo e nei gruppi mafiosi al vertice della dittatura?"

L'eurodeputato ha anche denunciato che l'accordo ha fornito "un prezioso ossigeno a un regime in agonia per continuare ad estendere i suoi tentacoli di violenza, crimine e sovversione in tutta l'Ibero-America".

En la sua intervento, Tertsch ha ricordato che sia il leader oppositore José Daniel Ferrer che la scrittrice Zoe Valdés hanno comparso di fronte al Parlamento Europeo e che entrambi hanno richiesto un intervento americano per porre fine al regime, una richiesta che l'eurodeputato ha definito come l'unica posizione con "buonsenso" e "compassione" per il popolo cubano.

Ferrer, esiliato da Cuba nell'ottobre del 2025 dopo uno sciopero della fame nella prigione di Mar Verde, ha testimoniato davanti alla Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento Europeo il 5 maggio scorso, descrivendo Cuba come in "la peggiore crisi della sua storia moderna" e definendo l'accordo UE-Cuba come "un'aspirina per un cancro terribile".

La dichiarazione di Tertsch si inserisce in un dibattito parlamentare a cui ha partecipato anche la capo della diplomazia dell'UE, Kaja Kallas, che ha avvertito Cuba che "oggi è preferibile una riforma negoziata" prima che il paese "crolli domani".

Questa pressione parlamentare non è nuova. Lo scorso 11 maggio, Tertsch aveva già annunciato che Patriots for Europe avrebbe presentato una risoluzione formale per sospendere immediatamente gli accordi con Cuba, iniziativa sostenuta da VOX all'interno del gruppo.

A gennaio, il Plenario del Parlamento Europeo aveva già approvato un emendamento con 331 voti favorevoli per rivedere e sospendere la cooperazione con Cuba, citando la presenza di oltre 1.076 combattenti cubani in Ucraina e l'uso di fondi europei in strutture repressive.

Secondo l'organizzazione Prisoners Defenders, Cuba contava 1.260 prigionieri politici alla fine di aprile, di cui 785 si trovano in detenzione effettiva.

Il Parlamento Europeo prevede di votare a giugno 2026 una risoluzione su Cuba derivata da questo dibattito, con la quale Tertsch spera di forzare la fine definitiva di un accordo che, nelle sue stesse parole, rende complici coloro che lo sostengono: "Tutto il resto è complicità con il crimine".

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Redazione di CiberCuba

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