L'eurodeputato spagnolo Hermann Tertsch ha annunciato questo lunedì che il suo gruppo presenterà una risoluzione nella prossima Plenaria del Parlamento Europeo per sospendere immediatamente gli accordi che l'Unione Europea ha con Cuba.
Tertsch, del gruppo Patriots for Europe —al quale appartiene il partito spagnolo Vox—, si è riferito all'iniziativa in un video diffuso sul suo profilo di X accompagnato dal messaggio «¡Viva Cuba libre! ¡Y muy pronto!»
«La situazione del popolo cubano sotto la dittatura comunista è diventata del tutto insopportabile. Sappiamo che è in corso un processo affinché questa dittatura finisca e finisca molto presto», dichiarò Tertsch nel video.
E ha aggiunto: «Per questo non possiamo permettere quest'assoluta vergogna che l'Europa sia l'ultimo sostegno di questa tirannia che da 67 anni tortura il popolo cubano e avvelena tutta l'IberoeAmerica con il suo messaggio di odio, violenza e miseria».
L'eurodeputato è stato esplicito riguardo all'obiettivo dell'iniziativa: «Patriots, per iniziativa di Vox, presenterà una risoluzione al Parlamento Europeo, nella prossima Plenaria, affinché vengano immediatamente sospesi gli accordi in essere con Cuba, che consentono a questa inaudita e vergognosa finanziamento europeo al Partito Comunista e ai suoi organi repressivi».
La risoluzione non si limita alla sospensione degli accordi. Tertsch ha anche chiesto «misure concrete, attive, contro il regime, contro i responsabili di tutti i crimini», la «liberazione immediata di tutti i prigionieri politici a Cuba» e passi immediati verso una transizione democratica.
Il eurodeputato ha inoltre sottolineato il ruolo degli Stati Uniti come alleato indispensabile in quel processo: «Con l'aiuto anche dei nostri alleati, degli Stati Uniti, che sono stati di fondamentale importanza in Venezuela e che devono esserlo anche a Cuba per compiere questi passi e creare una società libera e democratica dove non ci sono stati altro che orrore e tenebre, dolore e omicidi negli ultimi 67 anni».
L'iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sullo Stabilimento di Dialogo Politico e Cooperazione (ADPC) tra l'UE e Cuba, firmato nel 2016 e in vigore dal 2017, che canalizza decine di milioni di euro all'anno ed è stato denunciato per avvantaggiare enti statali cubani invece della società civile indipendente.
In gennaio, il Parlamento Europeo aveva già approvato una modifica con 331 voti favorevoli e 241 contrari per sospendere la cooperazione con Cuba, citando la presenza di oltre 1.076 combattenti cubani in Ucraina e l'uso di fondi europei in strutture repressive. A marzo, eurodeputati del gruppo ECR hanno chiesto la fine del finanziamento europeo al regime.
La società civile cubana è stata determinante in questo processo. Nell'aprile del 2026, le attiviste Carolina Barrero e Amelia Calzadilla, di Cittadinanza e Libertà, hanno confermato che l'UE aveva avviato un processo di revisione interna dell'ADPC dopo essersi incontrate con il vicepresidente del Parlamento Europeo Esteban González Pons. Calzadilla ha descritto quegli incontri come «molto ottimisti».
Il 5 maggio scorso, il leader dell'opposizione José Daniel Ferrer, esiliato da Cuba nell'ottobre 2025 dopo uno sciopero della fame in carcere, è comparso dinanzi alla Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento Europeo e ha descritto Cuba come «nella peggiore crisi della sua storia moderna». Il giorno dopo, ha definito l'accordo UE-Cuba «un'aspirina per un cancro terribile».
La pressione parlamentare sull'ADPC risale alle proteste dell'11 luglio 2021, quando il Parlamento Europeo approvò una risoluzione di condanna con 426 voti a favore. Nel settembre 2024, una nuova risoluzione ottenne 447 voti a favore, condannando le detenzioni arbitrari e citando oltre 1.377 prigionieri politici nell'Isola.
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