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La sospensione delle operazioni marittime verso Cuba da parte delle compagnie di navigazione Hapag-Lloyd e CMA CGM, rivelata in esclusiva da CiberCuba lo scorso 14 maggio, è stata ufficialmente confermata domenica scorsa dall'agenzia Reuters.
Reuters ha riferito che entrambe le compagnie hanno sospeso tutte le loro prenotazioni da e per Cuba «fino a nuovo avviso» a causa dei rischi derivanti dall'Ordine Esecutivo 14404, firmato dal presidente Donald Trump il 1° maggio 2026.
La informazione pubblicata da CiberCuba aveva già rivelato che grandi compagnie di navigazione internazionali hanno iniziato a sospendere le operazioni con l'isola dopo le nuove sanzioni statunitensi contro GAESA e l'apparato economico controllato dalle Forze Armate cubane.
L'esclusiva di CiberCuba ha inoltre anticipato che le compagnie avevano emesso ordini interni di stop booking per tutti i servizi con origine o destinazione a Cuba, prevedendo l'impatto che ora riconoscono ufficialmente fonti internazionali.
Nel suo rapporto pubblicato questo domenica, Reuters ha riconosciuto espressamente che la decisione delle compagnie di navigazione è stata «riportata per prima dal mezzo digitale CiberCuba», convalidando così l'esclusiva giornalistica anticipata da questo mezzo su una delle maggiori crisi logistiche affrontate da Cuba in decenni.
Entrambe le aziende hanno attribuito la decisione all'Ordine Esecutivo 14404, che autorizza sanzioni secondarie contro persone e aziende non statunitensi che operano in settori chiave dell'economia cubana.
CMA CGM ha comunicato a Reuters che sospendeva le spedizioni verso o da Cuba mentre monitora la situazione per adattare le proprie operazioni in conformità con la normativa applicabile.
Hapag-Lloyd, da parte sua, ha citato «rischi di conformità» associati alla stessa ordinanza esecutiva come motivo della sospensione.
Secondo due fonti a conoscenza diretta citate da Reuters, la sospensione di entrambe le compagnie marittime potrebbe influenzare fino al 60 % del traffico marittimo di Cuba in termini di volume.
La conferma ufficiale di Reuters amplia e valida le informazioni anticipate in precedenza da CiberCuba, che aveva già segnalato la sospensione delle operazioni di grandi compagnie di navigazione internazionali e le comunicazioni inviate alle loro agenzie a Cuba per sospendere prenotazioni e carichi.
Il detonatore diretto è stato il pacchetto di sanzioni annunciato il 7 maggio dal segretario di Stato Marco Rubio sotto l'Ordine Esecutivo 14404, che ha designato GAESA —il Gruppo di Amministrazione Aziendale S.A., conglomerato controllato dalle Forze Armate Rivoluzionarie— come entità bloccata.
Le sanzioni congelano tutti gli attivi di GAESA sotto giurisdizione statunitense e proibiscono qualsiasi transazione con persone o aziende di quel paese.
La OFAC ha concesso a aziende e istituzioni finanziarie straniere un termine fino al 5 giugno del 2026 per chiudere tutte le loro operazioni con GAESA e le sue filiali, sotto minaccia di sanzioni secondarie.
Il problema strutturale per le compagnie di navigazione è che GAESA controlla circa il 40% o più dell'economia cubana, inclusi porti, terminal marittimi e la Zona Speciale di Sviluppo del Mariel tramite la sua sussidiaria AUSA, il che rende praticamente impossibile operare a Cuba senza qualche legame contrattuale con il conglomerato.
Il Dipartimento di Stato ha descritto GAESA come «il nucleo del sistema comunista cleptocratico di Cuba» e ha accusato il conglomerato di gestire entrate che «probabilmente triplicano il bilancio dello Stato» cubano, oltre a controllare fino a 20 miliardi di dollari in attività illecite all'estero.
La paralisi marittima si inserisce in una serie di ritiri aziendali provocati dalle sanzioni. La mineraria canadese Sherritt International ha sospeso tutte le sue operazioni dirette a Cuba il 7 maggio, sostenendo che l'ordine esecutivo rende «materialmente impossibile» mantenere operazioni normali, in un momento in cui il regime le doveva 277 milioni di dollari.
Dal gennaio 2026, l'amministrazione Trump ha imposto oltre 240 sanzioni contro il regime cubano e ha intercettato almeno sette petroliere con petrolio, riducendo le importazioni energetiche dell'isola tra l'80% e il 90%.
I blackout già colpiscono oltre il 55 % del territorio per periodi di fino a 25 ore al giorno, e la sospensione del trasporto marittimo di due delle maggiori compagnie navali del mondo aggrava ulteriormente la capacità di importazione di un'isola che dipende quasi esclusivamente dal commercio marittimo per i suoi approvvigionamenti di base.
Reuters ha inoltre segnalato che le merci provenienti dalla Cina sarebbero tra le più colpite dalla paralisi, insieme ai percorsi dal nord Europa e dal Mediterraneo, aumentando così il rischio di carenza di forniture a Cuba.
Fonti citate dall'agenzia hanno anche indicato che le compagnie di navigazione stanno valutando scenari più drastici, inclusa una ritirata permanente dal mercato cubano o possibili accordi limitati con Washington per operare esclusivamente con il settore privato emergente dell'isola.
Rubio ha avvertito il 7 maggio che «si prevedono nuove sanzioni nei prossimi giorni e settimane», un avvertimento che acquista maggiore rilevanza alla luce della scadenza del 5 giugno fissata dall'OFAC affinché tutte le aziende straniere interrompano i loro legami con GAESA.
La conferma internazionale di Reuters arriva dopo diversi giorni di copertura continua di CiberCuba sull'impatto delle nuove sanzioni statunitensi contro GAESA, le ritirate aziendali e il deterioramento accelerato della capacità logistica ed energetica dell'isola.
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