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Il Consiglio Elettorale Provinciale di Granma ha ottenuto il primo posto nel I Workshop Nazionale di Innovazione dell'organo elettorale cubano con il progetto “Piccoli Guardiani della Democrazia Socialista”, un'iniziativa che, secondo i suoi organizzatori, è concepita per inculcare valori politici e elettorali consoni al regime in bambini e bambine fin dalla tenera età.
Secondo la descrizione ufficiale pubblicata giovedì sul profilo Facebook del Consiglio Elettorale Provinciale di Granma, la proposta mira a promuovere "valori civici, patriottici e di partecipazione cittadina nelle nuove generazioni" e rappresenta "una dimostrazione dell'impegno del sistema elettorale cubano nella formazione di una cultura democratica solida, basata sull'educazione, la responsabilità sociale e l'amore per la Patria".
Nelle immagini dell'evento si vede una studentessa in uniforme scolastica che tiene in mano un'urna elettorale decorata con i colori della bandiera cubana, mentre degli adulti posano accanto a cartelli scritti a mano con il nome del progetto.
L'iniziativa si verifica in un momento in cui il regime cubano intensifica l'uso di minori in eventi politici. Finora quest'anno, i bambini sono stati mobilitati a tribunali antiimperialisti nelle scuole, festival contro l'embargo e marce del Primo Maggio.
Il progetto coincide anche con una crescente pressione internazionale sul modello elettorale cubano. Qualche giorno fa, il cancelliere Bruno Rodríguez non è riuscito a rispondere durante un'intervista con la rete televisiva ABC News su cosa accadrebbe se i cubani potessero votare liberamente, limitandosi a definire il paese "una democrazia diversa".
In aprile, Díaz-Canel ha difeso alla televisione NBC News che i leader cubani sono eletti "dalla base", omettendo però che le candidature sono filtrate da commissioni vicine al Partito Comunista e che non esiste un'opposizione legale nell'isola.
La campagna ufficiale #MiFirmaPorLaPatria, lanciata nello stesso mese, ha anche generato un massiccio rifiuto, con cubani che chiedono elezioni libere invece di firme di sostegno al regime.
In quel contesto di interrogativi sul sistema politico, il regime punta a consolidare la sua narrativa elettorale fin dall'infanzia, utilizzando i minori come attori simbolici di un processo che non ammette competizione né opposizione legale.
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