Una guida turistica polacca di nome Ela, che offre tour in spagnolo a Cracovia con il marchio «Me Gusta Cracovia», ha registrato questo mercoledì un commovente messaggio rivolto al popolo cubano esortandolo a abbattere il regime comunista, proprio come fece la Polonia nel 1989.
Il video è stato pubblicato dalla creatrice di contenuti Jany González TV su Instagram e ha accumulato più di 8.300 visualizzazioni e 135 commenti in poche ore.
Ela ha registrato il suo messaggio da Nowa Huta, il quartiere emblematico stalinista di Cracovia costruito dal 1949 come città modello socialista, dove prima sorgeva una statua di Lenin che ormai non esiste più.
«Sono solo una semplice polacca e vi parlo dal quartiere comunista di Cracovia. Si chiama Nova Juta. Qui, 40 anni fa, c'era scritto Lenin. E Lenin non c'è più. Non ci sono più statue di Lenin, di Stalin», ha detto Ela di fronte alla telecamera.
La guida ha tracciato un parallelismo diretto tra l'esperienza polacca e quella cubana: «Cuba è sotto un regime comunista da più di 60 anni. Quanti anni ancora? È ora di basta, è ora di basta».
Ela ha spiegato come sia caduto il comunismo nel suo paese: «Furono anni di proteste, di striscioni, gente che camminava per strada manifestando libertà, democrazia, vogliamo diritti, vogliamo eliminare le schede di razionamento, vogliamo prodotti di prima necessità, vogliamo carta igienica».
Ricordò anche che durante la legge marziale «900 carri armati arrivarono da Mosca per pacificare le proteste polacche», ma che la lotta di un decennio culminò con la transizione democratica del 1989.
Il suo messaggio centrale è stata una chiamata all'azione dall'interno: «Che nessuno venga da fuori a cambiare la vostra realtà, che siate voi a farlo».
Ha espresso anche il suo desiderio personale di visitare Cuba: «Mi piacerebbe molto visitare Cuba e senza che mi guardino, mi investigano come turista semplicemente e poter parlare liberamente e che anche voi parliate così».
L'incontro tra Ela e Jany González è avvenuto durante un tour turistico a Cracovia, quando la guida polacca, venuta a conoscenza della storia cubana della sua visitatrice, ha insistito per portarla a Nowa Huta per condividere la memoria di cosa significasse vivere sotto il comunismo.
Il messaggio di Ela si colloca in una tradizione recente di voci polacche che richiamano la loro esperienza storica per incoraggiare il popolo cubano.
Nel settembre del 2025, il cancelliere polacco Radosław Sikorski ha presieduto la cerimonia di consegna del Premio Solidarietà Lech Wałęsa 2025 a Berta Soler, leader delle Damas de Blanco, con un premio di 275.000 dollari, il che ha scatenato una polemica pubblica con il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla.
Sikorski ha risposto allora che il premio «onora coloro che lottano pacificamente per la libertà» e che «il popolo di Cuba lo merita anch'esso».
In ottobre 2025, la Polonia si è astenuta nella votazione dell'ONU sull'embargo a Cuba, segnando un giro storico rispetto alle posizioni precedenti, insieme ad altri paesi dell'Europa orientale come Estonia, Lituania e Repubblica Ceca.
Lech Wałęsa, Premio Nobel della Pace 1983 e simbolo della caduta del comunismo polacco, ha espresso in più occasioni il suo sostegno alla libertà a Cuba, promettendo di visitare l'isola «quando sarà libera» e avvertendo il regime che «ha poco tempo restante».
Ela ha chiuso il suo messaggio con una frase che ha risuonato con forza tra i seguaci cubani nei commenti: «Il caso polacco, che sia un esempio per voi cubani e che cambiate la vostra realtà».
Jany González, giornalista e creatrice di contenuti cubano-americana residente a Miami, ha guadagnato notorietà negli ultimi anni per aver combinato il suo lavoro in televisione spagnola degli Stati Uniti con una forte presenza sui social media, dove condivide reportage, storie di viaggi e contenuti legati alla realtà cubana ed europea.
Vincitrice di diversi premi Emmy regionali, la comunicatrice ha costruito un vasto pubblico tra i cubani dentro e fuori dall'isola grazie a uno stile coinvolgente, emotivo e caratterizzato da racconti sulla libertà, la memoria storica e le esperienze di società che hanno vissuto sotto regimi comunisti.
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