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Donald Trump si è incontrato giovedì con il presidente cinese Xi Jinping nel Grande Palazzo del Popolo di Pechino, durante la giornata principale della sua visita di Stato in Cina, e ha dichiarato che la relazione tra le due potenze «sarà migliore che mai».
La cumbre è iniziata con una cerimonia di benvenuto con onori militari sulle scale del monumentale edificio di fronte a piazza Tiananmen, dove Trump e Xi si sono stretti la mano per diversi secondi prima di salutare le rispettive delegazioni.
Trump ha definito l'incontro come «probabilmente il più grande vertice della storia» e ha affermato che negli Stati Uniti «la gente non parla d'altro».
Nelle sue parole iniziali, il mandatario statunitense ha sottolineato il legame personale con Xi: «Tu e io ci conosciamo da molto tempo; in realtà, è la relazione più lunga tra i presidenti di entrambi i paesi che sia mai esistita, e questo, per me, è un onore».
Trump ha sottolineato anche la solidità del canale diretto tra i due leader: «Abbiamo un rapporto fantastico. Andiamo d'accordo. Quando abbiamo avuto delle difficoltà, le abbiamo risolte. Tu mi chiami; io ti chiamo. E quando avevamo un problema lo risolvevamo molto rapidamente, ed è per questo che avremo un futuro fantastico insieme».
Xi Jinping, da parte sua, ha aperto la riunione chiedendo a Washington «di essere partner e non rivali» e ha tracciato la roadmap proposta da Pechino: «Raggiungere il successo insieme, cercare la prosperità comune e forgiare un percorso corretto per le grandi potenze in questa nuova era».
Il leader cinese ha affermato che «gli interessi comuni tra Cina e Stati Uniti superano le loro differenze» e ha fatto le congratulazioni a Trump per il 250° anniversario dell'indipendenza americana, che si celebra quest'anno.
Questa è la prima visita di Trump sul suolo cinese in nove anni; la precedente risale al 2017, durante il suo primo mandato.
La delegazione statunitense ha incluso il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e l'ambasciatore in Cina David Perdue, insieme a una nutrita rappresentanza imprenditoriale: Elon Musk (Tesla), Tim Cook (Apple), Jensen Huang (Nvidia) —che si è unito all'ultimo momento durante la sosta dell'Air Force One in Alaska— e rappresentanti di Boeing, BlackRock, Visa, Mastercard, Meta e Goldman Sachs.
Come preparazione al vertice, il segretario del Tesoro Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng hanno concluso mercoledì le negoziazioni a Seul definite «costruttive» dall'agenzia statale cinese Xinhua.
L'agenda del vertice ha coperto tre grandi temi: commercio bilaterale, Taiwan e Iran.
In ambito commerciale, l'incontro mira a consolidare la tregua pattuita a Busan nell'ottobre del 2025, che ha fermato un'escalation tariffaria che era arrivata al 145% da parte degli Stati Uniti e al 125% da parte della Cina.
Sull'Iran, Rubio ha affermato che Washington si aspetta che Pechino svolga un ruolo più attivo nei confronti di Teheran, dato che circa il 45% delle importazioni cinesi di gas e petrolio transitano per lo stretto di Hormuz.
Sulla questione di Taiwan, Pechino ha esortato Washington a «gestire con prudenza» la situazione e a fermare l'invio di armi sull'isola, dopo che Trump ha anticipato che avrebbe trattato il tema direttamente con Xi.
Trump ha riassunto così la scommessa della sua amministrazione: «È un onore essere con te, è un onore essere tuo amico, e la relazione tra Cina e Stati Uniti sarà migliore che mai».
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