La Gaceta Oficial de Cuba No. 43, pubblicata questo mercoledì, riporta due atti firmati dal Procuratore Generale della Repubblica, Yamila Peña Ojeda, che ordinano di proseguire in assenza i processi penali per «presunti reati di terrorismo» contro gli attivisti cubani in esilio Seriocha Humberto Fernández Rojas e Miguel Gómez Bártulos, entrambi residenti negli Stati Uniti.
I documenti, pubblicati oggi nella Gaceta Oficial sebbene firmati il 30 marzo 2026, sono stati promossi dal Ministero dell'Interno (MININT) tramite la ministra della Giustizia e si basano sull'Articolo 766.3 b) e c) della Legge «Del Processo Penale» cubana.
Secondo l'auto GOC-2026-307-O43, Fernández Rojas «ha orientato e finanziato gli incendi perpetrati dall'imputato in quel processo, nel negozio La Mariposa, a Santa Clara, Villa Clara, e presso l'Ufficio di Assistenza Militare n. 6, del municipio Diez de Octubre, L'Avana».
Il secondo veicolo, GOC-2026-308-O43, accusa Gómez Bártulos di aver «orientato e finanziato gli incendi commessi dagli imputati in un serbatoio di stoccaggio di carburante, in un pozzo di petrolio, situato a La Conchita, comune di Cárdenas, Matanzas e nella replica del Yate Granma, nel Palazzo Centrale dei Pionieri 'Ernesto Ché Guevara', nel Parco Lenin, Arroyo Naranjo, L'Avana».
Fernández Rojas abbandonò Cuba il 9 gennaio 2020, mentre Gómez Bártulos lo fece il 22 dicembre 2017.
Entrambi sono legati al movimento oppositore Cuba Primero, con sede a Miami, che lo stesso regime ha incluso tra le 20 entità dichiarate «terroriste» nella sua Lista Nazionale di Persone ed Entità Collegate al Terrorismo (Risoluzione 13/2025 del MININT).
La catena processuale contro i due attivisti è iniziata l'anno scorso. Il 31 luglio 2025, l'Organo Specializzato di Investigazione Criminale ha disposto le loro requisitorie, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Straordinaria No. 47 del 19 agosto 2025.
Non presentandosi di fronte alle autorità, il 3 settembre 2025 il pubblico ministero li ha dichiarati in ribellione.
La risoluzione pubblicata oggi segna il passo definitivo nel disporre che i processi «siano proseguiti in assenza fino alla loro risoluzione definitiva» e che entrambi «siano considerati parte nel processo penale».
In luglio 2025, il regime ha aggiornato il suo elenco di persone legate al terrorismo, che include 62 persone e 20 organizzazioni, per lo più situate in Florida, e lo ha consegnato ufficialmente all'ONU.
Tra i nomi inclusi ci sono anche Alexander Otaola, Ana Olema Hernández, Orlando Gutiérrez Boronat e Eliecer Ávila, insieme ad altri esiliati e oppositori indicati dal regime.
Tuttavia, l'inclusione in quella lista non ha ripercussioni legali al di fuori di Cuba. Nel 2024, il Ministero degli Affari Esteri della Spagna ha confermato che non esisteva alcun allerta attiva negli aeroporti spagnoli contro i menzionati.
Organizzazioni per i diritti umani e analisti indipendenti hanno avvertito che l'uso del termine «terrorismo» da parte del regime mira più all'intimidazione che alla giustizia, e che la strategia include la pressione sui familiari che rimangono nell'Isola, come è accaduto quando la citazione a Fernández Rojas è stata consegnata a sua madre a Cuba.
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