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La attivista cubana Amelia Calzadilla ha pubblicato questo sabato un messaggio su Facebook in cui riconosce apertamente l'impatto emotivo di settimane di attacchi e calunnie, ma riafferma la sua determinazione a continuare a lottare per il cambiamento a Cuba e rifiuta di utilizzare materiale compromettente dei suoi detrattori per difendersi.
«Dire che non mi fanno male le calunnie e gli attacchi che ricevo da settimane è cadere in una menzogna senza senso; come ogni altro essere umano non sono indifferente al male e alla menzogna», ha scritto Calzadilla nel suo profilo del social network.
Il messaggio arriva settimane dopo che l'attivista, esiliata a Madrid, fondò il Partito Liberale Ortodosso Cubano (PLOC) il 27 aprile 2026, un'iniziativa di centro-destra liberale ispirata all'umanesimo di José Martí e al libero mercato, con il motto «Una nuova strada per Cuba. Con principi. Con libertà. Insieme a te».
L'annuncio del partito ha generato un'ondata di reazioni: supporto massiccio con richieste di adesione, ma anche critiche, satira — comprese derisioni delle iniziali PLOC — e, secondo quanto affermato dalla stessa Calzadilla, una campagna organizzata di discredito.
«Nessuno che affronta la diffamazione può sentirsi a proprio agio mentre vive il bullying travestito da libertà di espressione», ha sottolineato nel suo post.
Tuttavia, l'attivista ha chiarito che il suo impegno supera il malessere: «Quando valuto ciò che provo nel manifestare con certezza il mio sostegno al cambiamento del mio paese, il sentimento di continuare a partecipare è significativamente maggiore rispetto a quello di voler scappare dal vulcano mediatico in cui alcuni insistono nel tenermi».
Calzadilla ha anche rivelato che terze persone le hanno inviato in privato foto e video compromettenti dei suoi detrattori, presumibilmente affinché li pubblicasse e deviasse l'attenzione dalla sfiducia verso altri. Lei ha rifiutato di farlo.
«Mi dispiace deludervi, ma non approvo e quindi non pratico strategie così sordide per invalidare il discorso di qualcuno», scrisse.
L'attivista ha attribuito direttamente la campagna al regime cubano e ha avvertito del rischio di tradire i propri valori nel difendersi: «Se permetto che i miei istinti di difendermi da questa campagna di discredito, della quale sono certa faccia parte della dittatura, mi portino a violare i miei stessi principi etici e morali, allora avrei perso la battaglia».
Questo non è il primo pronunciamento di Calzadilla sul tema. Il 30 aprile aveva già risposto pubblicamente alla campagna di discredito e spiegato le ragioni dietro la fondazione del partito.
Il messaggio di questa domenica è una seconda risposta, più personale e riflessiva, in cui l'attivista fa appello alla costruzione di una Cuba diversa basata sui valori: «Recuperare la decenza e il rispetto è anche parte della Cuba che dovremmo costruire».
Calzadilla ha iniziato il suo attivismo nel gennaio 2021 denunciando su Facebook la mancanza di gas manufatto per 58 famiglie del municipio del Cerro, a L'Avana, per otto anni.
La sua lotta è diventata virale nel giugno del 2022, rendendola un obiettivo per la Sicurezza dello Stato. Dopo anni di pressioni, è uscita in esilio nel novembre del 2023, diretta a Madrid, dove risiede con suo marito e i tre figli.
Nel esilio si è integrata in strutture oppositive: è coordinatrice di programmi di Cittadinanza e Libertà ed è membro del Consiglio per la Transizione Democratica a Cuba. Lo scorso 8 maggio, ha ringraziato la fiducia del popolo cubano dopo il sostegno ricevuto per la sua iniziativa politica.
«Nada temo porque nada debo, y al final la verdad siempre sale a la luz», concluse Calzadilla nel suo post di questa domenica.
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