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La panetteria statale «La Teresita», situata in calle Carlos Manuel y Pintó, a Guantánamo, è stata multata con una somma di 8.000 pesos cubani e sanzioni amministrative aggiuntive per la «ritenzione di cakes» destinati alla vendita per la Festa della Mamma, secondo quanto denunciato dalla pagina Mi Guantánamo su Facebook.
L'episodio si svolge a un giorno dalla celebrazione della Festa della Mamma a Cuba —questo domenica 10 maggio— e riassume con crudezza la paradossale situazione che vive il paese: in una provincia dove il 78,7% delle famiglie soffre di insicurezza alimentare, una delle più alte di tutta l'isola, i lavoratori statali speculano su quanto poco è destinato alla popolazione.
Le immagini pubblicate insieme alla denuncia mostrano inoltre i dolci conservati in condizioni igieniche allarmanti: in vetrine con la vernice scrostata e piastrelle macchiate.
La multa di 8.000 pesos equivale a quasi quattro volte il salario minimo cubano, fissato a 2.100 pesos, il che illustra la severità delle sanzioni in un contesto di collasso economico che lo stesso regime è incapace di invertire.
Il concetto di «ritenzione» di prodotti è trattato dalle autorità come una forma di speculazione o accaparramento, sanzionabile ai sensi del Decreto-Legge 91, ma il caso non chiarisce se i cakes siano infine arrivati ai consumatori o quale sia stato il loro destino dopo l'intervento.
Non è la prima volta che il regime risponde alla scarsità con multe invece di soluzioni. Nel marzo del 2025, un'ondata di sanzioni a L'Avana ha imposto importi compresi tra 5.000 e 16.000 pesos a lavoratori autonomi e negozi per speculazione, prezzi non autorizzati e vendita di prodotti scaduti. La mipyme «Río Luz» e il punto vendita «To' Rico» hanno ricevuto esattamente 8.000 pesos ciascuno per infrazioni simili.
Guantánamo accumula inoltre una storia di scarsità estrema. A maggio del 2025, la provincia razionò il pane esclusivamente per i bambini di età inferiore ai 14 anni e per le istituzioni prioritarie a causa della mancanza di farina. Mesi dopo, a novembre, un mercato agropecuario inaugurato nella località aprì le sue porte completamente vuoto per un problema di disservizio strutturale.
A livello nazionale, un recente sondaggio rivela che uno su tre nuclei familiari cubani ha riportato che almeno un membro è andato a letto affamato negli ultimi 30 giorni, con un aumento di 9,3 punti percentuali rispetto al 2024, secondo il Food Monitor Program.
Il 79,75% dei cubani intervistati attribuisce la carenza di approvvigionamento alla «deficiente gestione statale», 18 punti in più rispetto al 2024, secondo lo stesso organismo.
La scena di una panetteria multata per avere dolci nascosti —mentre milioni di cubane non potranno ricevere neppure un dolce per la Festa della Mamma— è il ritratto più fedele di ciò che 67 anni di dittatura hanno fatto all'isola: un sistema che punisce chi ha cibo invece di garantire che arrivi a chi ne ha bisogno.
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