«A Cuba ci sono stati periodi difficili, ma in nessuno c'è stato tanto caos, tanto abbandono... tanta spazzatura», denuncia una giornalista matancera

La giornalista Yirmara Torres denuncia su Facebook la proliferazione di discariche nella sua strada a Matanzas, a pochi metri dall'ospedale pediatrico provinciale. Descrive puzza, blatte, ratti e accumuli che ostacolano il transito veicolare. La denuncia arriva in mezzo a focolai di epatite A, dengue e chikungunya nella provincia.



Basurero in una strada di MatanzasFoto © FB/Yirmara Torres Hernández

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La giornalista matancera Yirmara Torres Hernández ha pubblicato questo venerdì su Facebook una denuncia sulla proliferazione di discariche abusive nella sua strada, nelle altezze di Matanzas, a pochi metri dall'ospedale pediatrico Eliseo Noel Camaño.

«Nella mia strada è nato un deposito di rifiuti», ha scritto Torres, descrivendo una situazione di estremo degrado igienico in via Salamanca all'angolo con San Carlos, dove l'accumulo di rifiuti ha ostacolato il transito veicolare.

Captura di FB/Yirmara Torres Hernández

«Sopra la discarica puoi vedere la baia. Matanzas ti regala queste viste da qualsiasi luogo, quel blu che affascina... Ma in primo piano c’è la discarica», raccontò, tracciando il contrasto tra la bellezza naturale della città e l'abbandono che la circonda.

Ciò che angoscia di più Torres e i suoi vicini non è solo l'immagine: «Il peggio è la puzza, e le blatte e i topi e i ratti», avvertendo del rischio sanitario in una zona residenziale densamente popolata e a pochi passi da un ospedale pediatrico.

La situazione ha già portato a conseguenze concrete: al vicino di quell'angolo hanno rubato un gallo dal cortile e, secondo Torres, «i ladri non hanno dovuto faticare. La pila di rifiuti è stata la loro scala».

La giornalista avverte che il problema non si limita al suo isolato. I rifiuti circondano anche la scuola secondaria di primo grado Ramón Mathiew e si avvicinano all'Ospedale Pediatrico Eliseo Noel Camaño. Torres sottolinea con amarezza che il suo isolato, un tempo libero da spazzatura grazie alla vicinanza all'ospedale, non sfugge più alla crisi: «Senza corrente, senza acqua, ma con i rifiuti».

Di fronte alla paralisi delle autorità, Torres propone alternative concrete: «Non c'è trasporto con trazione animale? Non possono noleggiare carretti? Non si possono usare tricicli elettrici?». Non è un'idea così folle: Guantánamo ha già fatto ricorso a tricicli elettrici per affrontare la crisi nella raccolta dei rifiuti, e Santa Clara ha fatto lo stesso con carretti a trazione animale.

La giornalista pone anche una domanda a cui il regime evita di rispondere: «E se trasferissimo quei servizi ai privati?». La sua domanda di fondo è ancora più urgente: «A cosa stiamo aspettando per risolvere il problema della spazzatura? Aspettiamo di ammalarci o di morire tutti?».

La paura non è retorica. Matanzas sta affrontando un complesso scenario epidemiologico con focolai attivi di epatite A, dengue e chikungunya. Ad aprile 2026 è stata emessa una allerta sanitaria provinciale per epatite A in municipi come Matanzas, Cárdenas e Versalles, malattie direttamente collegate all'insalubrità.

Più di 300.000 abitanti della provincia mancano di un approvvigionamento stabile di acqua, come riconosciuto dalla vicepremier Inés María Chapman. La crisi idrica a Matanzas aggrava ulteriormente il rischio sanitario rappresentato dai rifiuti accumulati nelle strade.

Lo stesso ospedale pediatrico di cui parla Torres ha operato nell'ottobre del 2025 con i suoi 75 letti completamente occupati da arbovirosi, e nel febbraio del 2026 è stato documentato in condizioni deplorevoli di igiene: bagni pieni di spazzatura, pavimenti sporchi e pareti deteriorate.

Ex presidenta dell'Unione dei Giornalisti di Cuba a Matanzas per sette anni, Torres ha rinunciato all'incarico a febbraio 2023 e da allora documenta su Facebook la crisi della provincia. I suoi vicini si fidano che lei possa cambiare qualcosa. «Loro credono che noi abbiamo potere... e non sanno che non è così... L'unica cosa che possiamo fare è denunciare», ha scritto.

«In Cuba ci sono stati periodi difficili, ma in nessuno di essi c'è stato tanto caos, tanto abbandono... tanta spazzatura», ha riassunto la reporter.

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