Tentano di rubare nella casa di Bolito El Efi poche ore dopo la sua morte a L'Avana: "Non c'è rispetto per niente."

Due ladri hanno tentato di rubare la casa di Bolito El Efi a Playa, L'Avana, poche ore dopo la sua morte. Il vicino Daniel García ha denunciato l'accaduto su Facebook.



Presunto ladro che si aggira nei dintorni della casa di Bolito il EfiFoto © Collage Facebook/Daniel García

Solo poche ore dopo la notizia della morte di Bolito El Efi, due ladri hanno tentato di rubare la casa che il popolare influencer aveva acquistato solo due mesi fa nel comune di Playa, L'Avana.

Il fatto è stato denunciato questo sabato da Daniel García, residente della proprietà, attraverso il suo account Facebook, con immagini dei sospetti e un appello a chi potesse identificarli.

Il furto frustrato da un allarme

Secondo il racconto di García, i due ladri hanno agito «in pieno giorno», intorno alle sette del mattino, approfittando della notizia della morte di Óscar Portuondo - il vero nome di Bolito El Efi - per presumere che l'abitazione sarebbe stata vulnerabile.

«Colti di sorpresa, questi ladri furono fermati dalla rumorosa allerta che mi svegliò anche intorno alle 7 e qualcosa del mattino, e all'unisono uscirono correndo dal tetto della casa accanto, passando per il cortile del policlinico di 30 e 29, Playa», scrisse García nel suo post.

I sospetti sono riusciti a fuggire senza essere arrestati.

García ha pubblicato immagini catturate durante il tentativo e ha chiesto a chiunque li riconoscesse di scriverle in privato, promettendo di aggiornare il thread con altre foto e video.

«Non erano passate 24 ore dall'accaduto»

L'indignazione del vicino si riassume nelle sue stesse parole: «Non c'è più rispetto per niente e per nessuno. Nulla, semplicemente hanno visto la notizia e ne hanno approfittato, pensando che la casa sarebbe rimasta scoperta, non erano passate neppure 24 ore dall'accaduto e già tiravano fuori il peggio di sé».

Bolito El Efi aveva perso la vita venerdì 8 maggio in un incidente stradale all'Avana, suscitando un'ondata di lutto massivo nella comunità artistica cubana. La casa a Playa, di fronte a quella di García, l'aveva acquistata appena due mesi prima, dopo essere recentemente tornato dagli Stati Uniti, dove aveva vissuto a lungo.

Una despedita segnata dal dolore e dall'indignazione

Mentre si verificava il tentativo di furto, L'Avana dava l'addio a Bolito El Efi per le strade con elementi delle tradizioni religiose afrocubane: cappellini e turbanti in verde e giallo, e composizioni di fiori bianchi.

Artisti come Ja Rulay, Yandi Barnada, Payaso Por Ley, El Yonki, Yomil e Oniel Bebeshito hanno espresso il loro dolore sui social media. Yandi Barnada ha rivelato che il giorno prima della morte stavano coordinando il suo viaggio a Cuba per rincontrarlo: «L'ultimo abbraccio che ci siamo dati è stato qualcosa di divino. Proprio ieri stavamo organizzando tutto per il mio arrivo. La verità è che non sono pronto per questo».

La scalata criminale come sfondo

L'episodio si verifica in un contesto di inedita escalation criminal a Cuba. Secondo i dati dell'Osservatorio Cubano di Audit Civico, nel 2025 sono stati registrati 2.833 crimini verificati in tutta l'isola, un aumento del 115% rispetto al 2024 e del 337% rispetto al 2023, con i furti che guidano le statistiche con 1.536 casi, un incremento del 479% dal 2023.

Nel comune di Playa, ad aprile del 2026, i vicini hanno dovuto catturare di loro iniziativa un presunto ladro abituale a causa dell'inazione della polizia, in un modello che si ripete frequentemente all'Avana.

La terza grande perdita del movimento urbano cubano

La morte di Bolito El Efi rappresenta la terza grande perdita del movimento urbano cubano in meno di sei anni. El Dany è scomparso nel luglio del 2020 a 31 anni a causa di una patologia cardiovascolare, in circostanze che Yomil ha denunciato come negligenza medica. El Taiger è stato assassinato a Miami nell'ottobre del 2024 a 37 anni.

Il tentativo di furto nella casa di Bolito, a poche ore dalla sua morte e prima che trascorressero 24 ore dall'accaduto, aggiunge una dimensione di indignazione collettiva a un lutto che già scuoteva tutta una generazione. «Non c'è più rispetto per niente e per nessuno», ha insistito García, in una frase che ha risuonato tra coloro che hanno seguito la denuncia sui social.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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