L'educazione a Matanzas chiarisce i rumors: L'anno scolastico non viene anticipato nonostante le difficoltà



Scuola a CárdenasFoto © Facebook/Educ Mcpal Cárdenas Matanzas

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La Direzione Municipale dell'Istruzione di Cárdenas, nella provincia di Matanzas, ha emesso questo martedì un comunicato ufficiale su Facebook per smentire i rumors che circolavano tra studenti, famiglie e la comunità riguardo a un possibile anticipo della fine dell'anno scolastico 2025-2026.

Il messaggio è stato categorico: «Il corso si conclude a luglio, come previsto dal calendario scolastico. Non ci saranno anticipi né proroghe al di fuori di quanto pianificato».

Le autorità educative di Cárdenas hanno riconosciuto che l'anno è stato contrassegnato da difficoltà, ma hanno insistito sul fatto che il processo di insegnamento non si è interrotto: «Nonostante le limitazioni, l'insegnamento non si è fermato».

Il comunicato ha anche esortato il corpo docente a chiudere l'anno con dignità: «Esortiamo tutto il corpo docente a sviluppare una chiusura di qualità, responsabilità e amore».

Le autorità hanno promesso di mantenere informata la comunità su ogni eventuale cambiamento futuro: «Se ci fosse qualche altra modifica, sarà comunicata attraverso i diversi canali».

L'annuncio arriva in mezzo a una profonda crisi educativa che colpisce Matanzas dall'inizio del corso. La provincia è iniziata a settembre del 2025 con un debito di oltre 2.000 docenti, il che ha rappresentato appena il 68% di copertura pedagogica per oltre 98.000 alunni in più di 500 scuole.

A queste carenze si è aggiunta, a partire da gennaio 2026, una grave crisi di carburante che ha paralizzato il trasporto scolastico e costretto a riorganizzare le valutazioni finali a Matanzas per oltre 90.000 studenti in 504 strutture educative.

Nella scuola primaria, il secondo e il quarto grado hanno eliminato l'esercizio di verifica, mentre il quinto e il sesto hanno sostituito le prove finali con lavori pratici o valutazioni sistematiche.

Il panorama non è esclusivo di Matanzas. A Pinar del Río, sono stati sospesi gli esami finali nelle scuole primarie a causa della crisi energetica, e a Sancti Spíritus, gli studenti dell'EIDE hanno dovuto arrivare «con i propri mezzi» a causa della paralisi dei trasporti pubblici.

A livello nazionale, il Ministero dell'Istruzione ha avviato l'anno scolastico 2025-2026 con un deficit di circa 24.000 insegnanti, equivalente al 12,5% dei posti necessari, a causa dell'emigrazione massiccia e stipendi che oscillano tra i quattromila e i 9.400 pesos cubani al mese —tra otto e venti dollari nel cambio informale.

Nonostante il collasso generalizzato, il regime ha chiesto ai centri di continuare il calendario scolastico con misure di flessibilità come lezioni senza uniformi, adattamenti degli orari e semipresenzialità.

È in quel contesto di incertezza —con cambiamenti costanti nelle valutazioni, sospensioni delle lezioni e trasporti bloccati— che sono emerse voci su un possibile anticipo della fine dell'anno scolastico a Cárdenas, che le autorità municipali hanno smentito pubblicamente. Il comunicato si conclude con la promessa che, qualora ci siano modifiche al calendario, la comunità sarà informata «attraverso i vari canali».

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