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La Direzione Provinciale alla Educazione di Pinar del Río ha eliminato gli esami finali e gli esercizi di verifica in tutti i gradi della scuola primaria per l'anno 2025-2026, giustificando la misura come un adattamento «alla realtà di ciascun territorio» e alla necessità di utilizzare meglio le ore disponibili.
Il comunicato è stato firmato da Claribel Rivera Leal, capo del Dipartimento di Educazione Primaria della provincia, ed è stato diffuso dal Periodico Guerrillero, organo ufficiale pinareño, senza menzionare esplicitamente gli spegnimenti prolungati né la mancanza di carburante e trasporto come cause dirette dei cambiamenti.
Secondo il comunicato, per i gradi primo, secondo, terzo e quarto la valutazione sarà esclusivamente basata sul lavoro quotidiano, attraverso valutazioni sistematiche, senza esame finale né esercizi di verifica.
Nei quinti e sesti gradi non ci sarà nemmeno l'esame finale: sarà sostituito da lavori pratici e da controlli parziali adattati a ciascuna materia.
La nota finale sarà calcolata mediando i tre periodi del corso, ciò che il comunicato stesso descrive come «un calcolo giusto e semplice».
Il testo ufficiale riconosce implicitamente la precarietà delle condizioni, affermando che «se un giorno si potrà tenere solo una lezione, verrà riportato con trasparenza per cercare soluzioni insieme».
Il linguaggio eufemistico del comunicato contrasta con la gravità della situazione che vivono le scuole di Pinar del Río. Pochi giorni prima, la crisi energetica ha cancellato le prove di ingresso all'IPVCE Federico Engels di Pinar del Río, sostituite da un graduatoria basata sul curriculum scolastico.
Il direttore provinciale dell'Istruzione, Evelio Herrera Padrón, ha qualificato quindi la situazione come «complessa» e ha riconosciuto che la mancanza di trasporti ed elettricità mette a dura prova il sistema.
Nel IPVCE Mártires de Humboldt 7, sempre a Pinar del Río, il governo riserva il combustibile per il personale e estende a 21 giorni i permessi per gli studenti, come riportato domenica scorsa.
La crisi educativa non è esclusiva di Pinar del Río.
Il 5 marzo scorso, le autorità de L'Avana hanno sospeso le lezioni in tutti i centri educativi a causa di un blackout nazionale, e a marzo 2025 i bambini cubani sono tornati a scuola senza pane, senza igiene e senza elettricità, mentre i genitori a Matanzas e Santiago di Cuba si sono rifiutati di mandarli a scuola.
A livello nazionale, il deficit di docenti ha superato le 24.000 posizioni nell'anno scolastico 2024-2025 e si estende all'attuale anno scolastico, con migliaia di posizioni scoperte in diverse province.
Il inizio del corso 2025-2026 è stato segnato da blackout e precarietà, con solo 2,2 su 3,6 milioni di uniformi prodotte.
Rivera Leal ha concluso il suo comunicato con una frase che riassume la narrativa ufficiale di fronte al collasso del sistema: «Anche se mancano alcune cose, ciò che non manca mai è la creatività e l'impegno degli insegnanti».
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