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La Unión Cuba-Petróleo (Cupet) ha informato questo martedì che proseguono a buon ritmo i lavori di saldatura e verniciatura in uno dei serbatoi della base degli superpetroliere di Matanzas, con conclusione prevista per maggio 2026, il che consentirà di incrementare le capacità di stoccaggio del greggio destinato alla generazione di elettricità.
La recuperação di questo deposito fa parte di un piano più ampio che prevede la ricostruzione di quattro nuovi serbatoi nella zona industriale di Matanzas, insieme ad altri 14 oggetti di lavoro che includono strade, recinzioni perimetrali e interconnessioni, il tutto con livelli di sicurezza rinforzati.
I quattro serbatoi in costruzione —identificati come 49-1, 86, 87 e 88— hanno una capacità di centinaia di migliaia di metri cubici di stoccaggio, e la loro costruzione sta procedendo grazie alla collaborazione tra Cuba e Cina, con specialisti cinesi che partecipano su richiesta delle autorità cubane.
Il progetto mira a recuperare la capacità di stoccaggio persa dopo il devastante incendio del 5 agosto 2022, considerato il peggior disastro industriale nella storia di Cuba, che ha distrutto quattro dei otto serbatoi dell'impianto e ha causato la perdita di 200.000 metri cubici di capacità di stoccaggio.
Quel sinistro, provocato da un fulmine che ha colpito uno dei serbatoi durante una tempesta, ha causato almeno 16 vittime mortali, 132 feriti e ha costretto all'evacuazione di oltre 4.000 persone nei dintorni.
La ricostruzione incorpora misure di sicurezza avanzate che non esistevano prima del sinistro: maggiore distanza tra le strutture, sistemi moderni di parafulmini, cupole geodetiche, membrane flottanti e bacini di contenimento per gestire eventuali incidenti.
In settembre 2025, operai cinesi hanno completato il montaggio della cupola del serbatoio 49-1, il primo dei quattro nuovi, mentre il serbatoio 88 —gestito da brigate cubane— raggiungeva a luglio 2025 un avanzamento del 60%.
Il greggio immagazzinato nella base serve principalmente alle centrali termoelettriche del paese, quindi il suo recupero risulta strategico in un momento di grave crisi energetica.
Questa crisi si è aggravata dal 29 gennaio 2026, quando gli Stati Uniti hanno intensificato le sanzioni contro le compagnie di navigazione, i produttori di petrolio e i paesi terzi per impedire la fornitura di combustibili a Cuba, il che ha ridotto la distribuzione di petrolio raffinato a appena 800 tonnellate giornaliere, la metà del consumo abituale.
Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha definito «brutale» l'impatto dell'embargo energetico sulla vita nazionale e sul funzionamento del sistema elettrico durante una conferenza televisiva del 22 aprile.
Tre anni dopo l'incendio nella base dei supertanker, la ricostruzione avanza con il supporto cinese in un contesto in cui Cuba distribuisce la metà del combustibile di cui ha bisogno, e la conclusione del primo serbatoio a maggio rappresenterebbe il primo passo concreto verso il recupero di una capacità energetica che il paese ha perso quasi quattro anni fa.
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