José Daniel Ferrer: «Trump e Rubio sono la speranza di Cuba»



Marco Rubio, José Daniel Ferrer e Donald TrumpFoto © Facebook / José Daniel Ferrer García - whitehouse.gov

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José Daniel Ferrer García, leader storico dell'Unione Patriottica di Cuba (UNPACU), ha dichiarato in un messaggio pubblicato su Facebook che «Trump e Marco Rubio sono oggi la principale speranza del nostro Popolo oppresso».

In reazione diretta al terzo tentativo di assassinio contro il presidente statunitense, Ferrer ha aperto il suo testo, intitolato «Salvare Cuba», ringraziando Dio per aver protetto Trump dall'attacco perpetrato da Cole Thomas Allen, avvenuto sabato scorso durante la Cena Annuale dei Corresponsabili della Casa Bianca.

«Dio protegge i suoi», ha scritto l'oppositore cubano, interpretando la sopravvivenza del mandatario come un segno divino.

Nel messaggio, Ferrer ha tracciato un parallelismo biblico tra la situazione del popolo cubano e la schiavitù del popolo ebraico in Egitto, descrivendo il regime come «estremamente disumano» e affermando che i prigionieri politici cubani «sopravvivono in condizioni molto simili a quelle dei campi di sterminio della Germania nazista».

Il prigioniero politico, esiliato da Cuba e arrivato a Miami nell'ottobre del 2025, ha chiamato all'unità e alla disciplina come condizioni indispensabili per raggiungere la libertà, ma ha avvertito che la responsabilità non ricade solo sugli alleati esterni.

«Oggi abbiamo un grande alleato nel governo degli Stati Uniti e non dobbiamo perdere l'opportunità che Dio ci offre. Dobbiamo essere grati verso i nostri migliori amici, ma non possiamo aspettarci che facciano tutto per noi», ha scritto.

Ferrer ha identificato gli ostacoli interni come un pericolo tanto grave quanto la repressione del regime: «Il maggiore ostacolo alla libertà non è sempre solo l'oppressore criminale… può anche essere la mancanza di fede, la mancanza di unità, l'apatia, la mentalità del salvati chi può, gli ego incontrollati».

Il messaggio rappresenta un ritorno al tono di piena fiducia nella coppia Trump-Rubio. A febbraio, di fronte a segnali di possibile indebolimento delle sanzioni, Ferrer aveva esortato a non riporre tutte le speranze negli Stati Uniti e a che i cubani combattessero «con forze raddoppiate».

En gennaio avevo suggerito che Trump potrebbe forzare una transizione a Cuba simile a quella attuata in Venezuela, e a febbraio sostenevo che un colpo di Stato da parte degli Stati Uniti dovrebbe rimuovere Miguel Díaz-Canel e Alejandro Castro Espín.

Ferrer ha chiuso la sua pubblicazione con un appello all'azione collettiva: «Confidiamo in Dio, siamo un Popolo coraggioso e abbiamo amici come Marco Rubio e Donald Trump. Siamo pronti a conquistare la Libertà Promessa».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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