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Il sacerdote cubano Alberto Reyes Pías ha pubblicato questo venerdì su Facebook un altro episodio della sua serie "Ho riflettuto…", interamente dedicato a riflettere sulla disumanizzazione che, a suo avviso, produce il marxismo nelle società che ne soffrono.
Nel testo, il parroco di Esmeralda, Camagüey, parte da una premessa filosofica: l'essere umano, a differenza del resto delle creature, possiede una capacità superiore di amare, prendersi cura e connettersi con gli altri, ma questa condizione non è genetica bensì "deve essere appresa, esercitata, coltivata".
Da questa base, Reyes traccia una linea diretta verso la politica: "Una società è più o meno di successo nella misura in cui promuove o blocca l'umanità delle persone. Sotto questa prospettiva, la dottrina marxista può solo condurre a un essere umano fallito".
Il sacerdote descrive con precisione i meccanismi che utilizzano i regimi marxisti per distruggere quell'umanità.
Il primo è la trappola del discorso: "Coloro che si attaccano al marxismo cercano il potere parlando di libertà e democrazia, e una volta che arrivano al potere sopprimono la libertà e la democrazia e danno inizio a un processo crescente di schiavitù sociale".
Di seguito vengono elencati gli strumenti concreti di quella schiavitù: impedire le elezioni libere - "Sono loro, solo loro. Loro e i loro" - rendere illegali e perseguitare ogni voce dissidente "con minacce, con carcere, con esilio, persino con la morte", ed eliminare la libertà di stampa, di espressione e di associazione politica.
Reyes sottolinea anche il monopolio sull'istruzione e sui media come strumento di indottrinamento, progettato affinché "la gente normalizzi la propria schiavitù, guardi con benevolenza e persino difenda i propri oppressori e si convinca che tutto ciò che va male è sempre colpa di un 'nemico esterno'".
Sulla persecuzione religiosa, il sacerdote è categorico: "Esiliano Dio e perseguitano la religione, perché la fede è il miglior antidoto contro l'oppressione mentale e il rimedio supremo contro la paura".
L'attacco alla famiglia occupa un altro paragrafo centrale: "Attaccano la famiglia, la disuniscono, la frammentano, la separano, perché un essere umano senza famiglia è un essere rotto, e ciò che è rotto è più facile da manipolare".
Reyes descrive anche il divario tra governanti e governati: "Vivono nell'opulenza, a volte in modo discreto, altre volte apertamente, mentre tengono la popolazione nella precarietà, nella lotta quotidiana e opprimente per la sussistenza, facendo della vita delle persone una continua catena di bisogni che non riescono mai a risolversi".
L'ultimo meccanismo che denuncia è la corruzione sistemica: "Corrompono i meccanismi della giustizia, corrompono l'assetto militare, corrompono tutti coloro che consentono loro di mantenere il potere e il controllo", una corruzione che definisce come "quella miscela di paura, indottrinamento e prebende che distrugge l'umanità".
La pubblicazione è accompagnata da un'immagine artistica che rappresenta Cuba come una gabbia di ferro incatenata con lucchetti, da cui emergono mani umane che si aggrappano alle sbarre, con il Castillo del Morro sullo sfondo.
Reyes, che è stato interrogato dalla Sicurezza dello Stato e ha subito un atto di ripudio nella sua parrocchia nel novembre del 2021, continua il suo attivismo attraverso questa serie che pubblica da circa il 2020.
"Alla fine, la società è malata, malata di disumanizzazione, e arriva il momento in cui o si ribella e si salva da sola, oppure affonda nella bestialità e nell'involuzione", conclude il sacerdote.
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