Unione Europea avvia il processo di revisione dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione con Cuba



Carolina Barrero e Amelia Calzadilla a BruxellesFoto © Captura de video X / @CiudadaniayL

La Commissione Europea ha avviato un processo di revisione dell'Accordo con Cuba che non è ancora pubblico, ma che è in corso con risposte insoddisfacenti da parte del regime, secondo quanto rivelato questo lunedì dall'organizzazione cubana per i diritti umani Ciudadanía y Libertad dopo incontri tenutisi questa settimana a Bruxelles.

La rivelazione, condivisa su social media X da Ciudadanía y Libertad, scaturisce da incontri tenuti nella capitale europea, dove le sue direttrici, Carolina Barrero e Amelia Calzadilla, si sono riunite con funzionari delle istituzioni europee per discutere lo stato dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione (ADPC) con Cuba.

Secondo ripetute denunce di attivisti e rappresentanti della società civile cubana, espresse nuovamente da Barrero e Calzadilla a Bruxelles, i dieci anni di attuazione dell'ADPC non hanno prodotto i progressi in materia di diritti umani che giustificavano la sua firma.

Per Barrero, la necessità di esercitare pressione per un cambiamento della politica europea nei confronti di Cuba diventa ora più urgente di fronte al grave deterioramento delle condizioni di vita a Cuba e alla chiara volontà del regime totalitario di mantenere il potere, senza modificare il proprio comportamento violatorio dei diritti e delle libertà civili e politiche dei cubani.

Da Cittadinanza e Libertà avvertono che qualsiasi revisione dell'accordo deve essere sostanziale e non un esercizio cosmetico che perpetui l'impunità del regime cubano di fronte alle sue violazioni sistematiche dei diritti umani.

Tra gli argomenti presentati alle istituzioni europee figura la partecipazione di cittadini cubani nel conflitto in Ucraina. Secondo dati forniti da organizzazioni della società civile, almeno 1.076 cittadini cubani hanno combattuto nelle file russe, il che aggiunge una dimensione geopolitica alla pressione per rivedere le relazioni tra l'UE e L'Avana.

Il contesto istituzionale europeo ha anche evoluto negli ultimi mesi. Il Parlamento Europeo ha compiuto un passo significativo quando ha riconosciuto formalmente Cuba come una dittatura, in un emendamento a una risoluzione che rafforza gli argomenti di coloro che chiedono una revisione profonda dell'accordo di cooperazione.

La modifica è stata approvata con 331 voti a favore, 241 contro e 63 astensioni, il che riflette una maggioranza significativa all'interno dell'emiciclo europeo favorevole a un inasprimento della posizione nei confronti del governo cubano.

Tuttavia, gli esperti avvertono che la sospensione effettiva dell'accordo richiede una decisione formale da parte del Consiglio dell'Unione Europea, il che implica un processo politico più complesso che trascende le dichiarazioni parlamentari.

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Redazione di CiberCuba

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