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Il pilota disertore ed ex tenente colonnello delle Forze Armate Rivoluzionarie Orestes Lorenzo Pérez ha pubblicato un'ampia analisi sul suo profilo Facebook in cui smonta la campagna di disposizione combativa che il regime di Díaz-Canel ha intensificato di fronte alla possibilità di un intervento militare statunitense.
L'analisi arriva giorni dopo che Díaz-Canel ha avvertito pubblicamente, il 16 aprile, riguardo a una possibile aggressione militare degli Stati Uniti contro Cuba, nel contesto del 65° anniversario della Rivoluzione, descrivendo il momento come "assolutamente sfidante".
Per Lorenzo, il problema centrale delle FAR non è il loro armamento obsoleto, ma qualcosa di più profondo: "L'incapacità delle Fuerzas Armadas Cubanas di difendersi non risiede principalmente nel loro equipaggiamento materiale, ma nella loro motivazione etica: la nota 'moral combativa'. E di quella, a Cuba, non resta neanche un grammo."
L'ex ufficiale traccia un'evoluzione storica dell'esercito cubano: dopo la caduta del Muro di Berlino e la scomparsa dell'Unione Sovietica, Fidel Castro riconvertì le FAR in uno strumento di controllo interno, depurando gli ufficiali più capaci e promuovendo i più incompetenti e leali.
"I primi ufficiali andati in pensione furono i più intelligenti e capaci. Si allontanò —in un modo o nell'altro— dalle Forze Armate chiunque avesse un minimo di discernimento o brillasse di luce propria", scrisse Lorenzo.
Secondo la sua analisi, la missione reale dell'esercito cubano ha smesso di essere la difesa nazionale da decenni.
"La cieca lealtà alla familia Castro è diventata l'unico requisito. Niente difendere la patria. Niente affrontare il nemico esterno. Proteggere questa famiglia dal popolo: quella era —e rimane— la nuova e unica missione", ha sottolineato.
Lorenzo ha anche messo in discussione le Milizie delle Truppe Territoriali, la cui mancanza di armamento rivela, secondo lui, la paura del regime nei confronti della propria popolazione: "Dove sono le loro armi per combattere? Temono così tanto il popolo che non osano nemmeno armalo."
Sull'unico piano reale che attribuisce ai vertici militari cubani, è categorico: "L'unico piano reale che hanno ben elaborato è come scappare, come nascondersi e come cercare di fuggire."
L'analisi di Lorenzo coincide con la diagnosi di altri ex ufficiali delle stesse FAR. Il tenente colonnello in pensione Mario Riva Morales ha affermato nel gennaio 2026 che l'esercito cubano non ha alcuna possibilità di fronte agli Stati Uniti, qualificando la dottrina della guerra di tutto il popolo come obsoleta e inefficace.
Datos tecnici sostengono questa valutazione: i MiG-29 delle FAR sono fuori servizio per mancanza di ricambi russi, più del 60% dei radar cubani sono inoperativi e Cuba è priva di sistemi integrati di difesa aerea a lungo raggio.
Il regime ha dichiarato il 2026 "Anno di preparazione per la difesa" e ha avviato esercitazioni intensive delle brigate antiaeree e delle milizie ogni fine settimana, un dispiegamento che Lorenzo definisce un teatro per consumo interno.
"Tutta quella cazzo di propaganda bellicista e patriottica che proclamano è pura commedia per il consumo interno a Cuba. E questo, cari amici, il Comando Sud degli Stati Uniti lo sa e lo comprende molto bene", conclude il pilota.
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