Il Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie ha nuovamente presentato esercitazioni militari sabato scorso, in occasione della Giornata Nazionale della Difesa, in un nuovo tentativo di mostrare forza bellica e coesione ideologica mentre la popolazione affronta blackout, scarsità e un deterioramento accelerato delle condizioni di vita.
A attraverso delle rispettive pagine Facebook, gli Eserciti Occidentale, Centrale e Orientale hanno mostrato diversi video di esercitazioni militari, nel contesto della preparazione per la Giornata Nazionale della Difesa e del cosiddetto Anno di preparazione per la difesa 2026.
Le immagini mostrano pratiche di tiro da trincee, spostamenti di Gruppi di Combattimento Mobili, lanci di razzi, esplosioni controllate e l'uso di droni nei poligoni di addestramento.
La messa in scena combina musica epica, primi piani di fucili AK-47 e bandiere cubane, in un formato chiaramente promozionale.
Secondo la narrativa ufficiale, questi esercizi mirano ad elevare la disponibilità al combattimento del paese di fronte a uno scenario di “minaccia esterna”, in riferimento alla crescente tensione con gli Stati Uniti dopo la cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro il 3 gennaio, in un'operazione militare statunitense.
Le autorità insistono sulla dottrina della "guerra di tutto il popolo" e sulla necessità di coinvolgere civili, miliziani e riservisti nella difesa nazionale.
Il dispiegamento coincide con l'annuncio governativo che i sabati saranno dedicati in modo sistematico alla preparazione militare, politica e ideologica della popolazione.
Tuttavia, le autorità non hanno spiegato come questa misura influenzerà la vita lavorativa, educativa e comunitaria, né quale sarà il carattere della partecipazione cittadina.
Lungi dal creare consenso, l'esibizione militare ha provocato un'ondata di reazioni critiche sui social media.
Molti utenti hanno messo in dubbio lo stato dell'armamento, definendolo obsoleto, e hanno paragonato i simulacri a uno spettacolo concepito più per intimidire la popolazione che per affrontare una vera guerra.
Commenti come “sistemi totalmente obsoleti”, “simulacri per intimidire il popolo” o “una beffa di fronte alla tecnologia militare moderna” riflettono lo scetticismo generalizzato.
Altri utenti hanno esplicitamente separato la nozione di patria dal governo, interrogandosi su quali siano le reali ragioni per “difendere” un regime che non garantisce condizioni di vita fondamentali.
Il contrasto tra il discorso bellico e la realtà quotidiana diventa sempre più evidente. Mentre il Minfar parla di invulnerabilità, sacrificio e difesa socialista, Cuba attraversa una delle peggiori crisi della sua storia recente, caratterizzata da inflazione, blackout prolungati, carenza di beni, migrazione di massa senza precedenti, censura e repressione di qualunque manifestazione di dissenso.
Analisti e utenti concordano nel ritenere che l'enfasi militarista risponda meno a una minaccia imminente che a una necessità politica interna, mirata a rafforzare il controllo, mobilitare emotivamente la popolazione e deviare l'attenzione da un collasso economico e sociale che lo stesso regime non riesce a contenere.
Così, tra fucili ereditati dalla Guerra Fredda, droni esibiti come trofei e musica epica in sottofondo, il potere punta ancora una volta sul teatro militare come sostituto di risposte concrete alla crisi che vive il paese.
Archiviato in: