La stampa ufficiale riconosce che la bancarizzazione non funziona bene a Cuba



Operazione al bancomat (Immagine di riferimento)Foto © Cubadebate

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Cubadebate, uno dei principali media ufficialisti del regime cubano, ha pubblicato un articolo di opinione in cui riconosce apertamente che la politica di bancarizzazione promossa dal governo ha fallito nella pratica.

Il testo, firmato da Oscar Figueredo Reinaldo e intitolato "Bancarizzazione in sospeso", descrive con una crudezza inusuale per la stampa statale il divario tra il discorso ufficiale sulla digitalizzazione dei pagamenti e ciò che accade ogni giorno nelle strade cubane.

Figueredo Reinaldo narra una scena che, come ammette, ha vissuto "più di una volta, in luoghi diversi e con volti differenti": cerca di pagare con il telefono e si trova di fronte a risposte che ormai fanno parte del paesaggio quotidiano: "non c'è sistema", "adesso non funziona", "solo contante", o la più inquietante di tutte, detta quasi sottovoce: "se è bonifico, c'è un sovrapprezzo".

Il giornalista documenta un modello che si ripete in molteplici esercizi: caffetterie senza connessione, negozi con terminali di punto vendita non funzionanti, servizi di trasporto che richiedono contante "per evitare problemi", e attività commerciali che applicano un supplemento del 10% aggiuntivo per i pagamenti elettronici. "Non è un dettaglio da poco né un'eccezione isolata", scrive. "È una pratica che, sebbene non sempre venga riconosciuta apertamente, si è infiltrata nella quotidianità con una naturalezza preoccupante."

Ciò che rende particolarmente significativo l'articolo è la sua fonte: non proviene da un mezzo indipendente né dall'opposizione, ma dal stesso apparato mediatico del regime. Il fatto che sia Cubadebate a pubblicare questa descrizione equivale a una confessione istituzionale del disastro che la politica stessa ha generato.

Il governo cubano ha lanciato la bancarizzazione nel mese di agosto del 2023 con un quadro normativo ambizioso: la Risoluzione 111/2023 del Banco Central de Cuba ha obbligato tutti gli attori economici ad accettare pagamenti elettronici; la Risoluzione 245/2023 del Ministero delle Finanze ha richiesto conti bancari fiscali per i contribuenti persone fisiche; e la Risoluzione 93/2023 del Ministero del Commercio Interno ha rafforzato l'obbligo di offrire canali digitali di pagamento. Per far rispettare le norme, il governo ha chiuso 476 esercizi nel mese di aprile del 2024 dopo più di 8.000 ispezioni, e altri 58 negozi nel settembre dello stesso anno.

Nonostante le misure coercitive, la realtà non è cambiata. Le imprese private rifiutano le trasferte perché i loro stessi fornitori non le accettano, costringendole a operare in contante. A questo si aggiungono i blackout che danneggiano i terminali di pagamento, la mancanza di connettività e il collasso dei bancomat. In alcune province, le commissioni per trasferimenti sono arrivate a raggiungere fino al 20%, addebitate attraverso intermediari che forniscono contante in cambio di pagamenti digitali.

Figueredo Reinaldo lo riconosce senza giri di parole: "Il contante continua a essere il re indiscusso dell'economia quotidiana" e ammette che "la coerenza non è ancora percepita in modo solido" tra ciò che regola il quadro normativo e ciò che avviene nella pratica. Il risultato, scrive, è che "il cittadino finisce per portare contante 'per ogni evenienza', anche se il discorso ufficiale gli ha detto per mesi che non dovrebbe più dipendere da esso."

L'articolo di Cubadebate non è un fatto isolato. Appena due giorni prima, un altro testo dello stesso mezzo riportava come i negozi privati vedano i pagamenti digitali come una rovina, e un conduttore ufficialista avesse scoperto pubblicamente il caos dei pagamenti digitali a Cuba. La stampa del regime, insomma, sta descrivendo il fallimento di una politica che lo stesso regime ha progettato, imposto e difeso per quasi tre anni.

"La storia di un paese che spinge con forza la digitalizzazione dei pagamenti, ma che nella vita quotidiana dipende ancora, in gran parte, dalla moneta cartacea", conclude Figueredo Reinaldo. "La storia di una norma che avanza sulla carta, ma che si dissolve nella strada."

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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