La provincia di Artemisa ha celebrato una fiera commerciale in cui ha presentato come “grande novità” la coltivazione della stevia, una pianta originaria del Paraguay, mentre la sua unica industria zuccheriera produce meno del 40% del previsto e i contadini accumulano milioni di euro in mancati pagamenti da parte dello Stato.
L'evento, coperto dal Canal Caribe ufficiale, ha riunito imprese statali, cooperative e nuovi attori economici privati con l'obiettivo dichiarato di promuovere la produzione alimentare e favorire alleanze tra il settore statale e quello privato.
“Stiamo presentando come novità la coltivazione della stevia, che è una pianta originaria del Paraguay, ma che viene utilizzata principalmente per la produzione di zucchero per i diabetici e quindi stiamo cercando di coltivarla per estendere questa pratica qui nel comune”, ha spiegato il produttore Reinaldo Valdés González.
La stevia, i cui composti possono essere tra 200 e 300 volte più dolci dello zucchero di canna, è utilizata come edulcorante senza un impatto significativo sui livelli di glucosio, rendendola un'opzione per le persone con diabete.
Tuttavia, la promozione di questa coltivazione contrasta con la critica situazione dell'industria agroalimentare zuccheriera nella provincia. L'unico zuccherificio ha prodotto appena 3.018 tonnellate di zucchero durante la stagione di raccolta, ben al di sotto di quanto era stato pianificato, in un contesto in cui Cuba produce oggi meno zucchero che nel 1899, secondo gli economisti.
Alla diminuzione produttiva si aggiunge il problema dei pagamenti in sospeso. I contadini di Artemisa accumulano oltre quattro milioni di pesos in attesa per le consegne effettuate allo Stato, un debito che disincentiva la produzione e approfondisce la crisi alimentare.
Non è la prima volta che le autorità puntano su coltivazioni alternative come soluzione ai problemi strutturali del settore agricolo. Negli ultimi anni, sono state promosse iniziative come la moringa, il fiore di ibisco o il corojo, senza riuscire a fermare il deterioramento costante della produzione nazionale.
La chiamata fiera di affari ad Artemisa è stata presentata dalla narrativa ufficiale come un passo fondamentale per lo sviluppo economico della provincia. Secondo il telecentro statale ARTV Artemisa, la fiera è stata convocata per “rafforzare i legami con entità situate nella Zona Speciale di Sviluppo Mariel, promuovendo l'interconnessione produttiva, l'investimento e la cooperazione tra i diversi settori”.
Il mezzo ha inoltre assicurato che l'iniziativa costituisce “un passo importante per dinamizzare l'economia locale, incentivare la produzione nazionale e sfruttare le potenzialità del territorio”, in uno spazio che —secondo la sua copertura— punta su “l'integrazione, l'innovazione e la crescita economica”.
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