Le navi fanno retromarcia nello Stretto di Ormuz a seguito di avvisi di blocco da parte della Marina degli Stati Uniti



Portaerei Nimitz e navi di scorta (immagine di riferimento)Foto © X / @USNavy

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Almeno sei navi mercantili hanno rispettato gli ordini di fare inversione e tornare nei porti iraniani durante le prime 24 ore del blocco navale imposto dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz, secondo Reuters.

Così ha riportato questo martedì il Comando Centrale statunitense (CENTCOM), confermando che nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense dall'inizio avvenuto lunedì.

Il blocco è stato ordinato dal presidente Donald Trump domenica, dopo il crollo dei negoziati di pace tra Washington e Teheran tenutisi a Islamabad, Pakistan, le prime conversazioni dirette di alto livello tra i due paesi dal 1979, che sono durate circa 21 ore senza raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano.

Según il CENTCOM, l'operazione conta con più di 10.000 militari statunitensi, più di una dozzina di navi da guerra schierate per far rispettare il blocco nella zona. Le autorità statunitensi hanno avvertito che intercetteranno qualsiasi nave che entri o esca dall'area bloccata senza autorizzazione.

Il contesto militare precedente al blocco è significativo: l'esercito degli Stati Uniti sostiene di aver distrutto oltre 5.000 obiettivi iraniani, eliminato il leader supremo in operazioni precedenti, il che ha segnato un punto di svolta nel conflitto tra le due nazioni.

Le negoziazioni tenutesi a Islamabad si sono concluse senza accordo, sebbene l'inviato statunitense abbia descritto la giornata come una buona riunione, a parte le armi nucleari, lasciando aperta la possibilità di futuri contatti diplomatici.

L'impatto economico del blocco si è fatto sentire immediatamente nei mercati energetici, dove i prezzi del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile a causa dell'incertezza riguardo all'offerta globale di greggio che transita per lo Stretto di Hormuz, secondo investing.com.

La situazione rimane tesa in vista del cessate il fuoco, in scadenza il 21 aprile 2026, data che segna una scadenza critica affinché entrambe le parti raggiungano qualche forma di intesa diplomatica o intensifichino ulteriormente il conflitto.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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