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Il governo degli Stati Uniti ha informato il Congresso che il regime cubano potrebbe aver svolto un ruolo nel sostenere la Russia nella sua guerra contro l'Ucraina, permettendo o facilitando la partecipazione di cittadini cubani come combattenti nel conflitto, secondo un'esclusiva pubblicata da Axios.
Secondo il rapporto, basato su un documento non classificato del Dipartimento di Stato inviato l'8 aprile a comitati chiave del Congresso, si stima che tra 1.000 e 5.000 cubani potrebbero essere coinvolti in operazioni militari a fianco dei russi in Ucraina.
L'informazione, citata da Axios, indica che i cittadini cubani sono diventati uno dei gruppi più numerosi di combattenti stranieri identificabili su quel fronte.
Il rapporto chiarisce che non esiste evidenza pubblica conclusiva che il governo dell'Avana abbia ufficialmente inviato truppe, ma sottolinea “indicatori significativi” che il regime “ha tollerato, permesso o facilitato selettivamente” il flusso di cittadini verso la guerra.
Inoltre, il Dipartimento di Stato sostiene che Cuba ha fornito “sostegno diplomatico e politico a Mosca”.
Un portavoce del Dipartimento di Stato citato da Axios ha affermato che “il regime cubano ha fallito nel proteggere i suoi cittadini dall'essere utilizzati come pedoni nella guerra tra Russia e Ucraina”.
Questa valutazione rafforza la posizione di Washington secondo cui L'Avana ha una responsabilità indiretta nella partecipazione dei cittadini al conflitto.
Il documento raccoglie anche stime di fonti di intelligence ucraine, secondo le quali diverse migliaia di cubani sarebbero dispiegati direttamente sul fronte di combattimento.
Sebbene le cifre varino, il range di combattenti compreso tra 1.000 e 5.000 è quello più consistente tra le fonti aperte consultate.
La pubblicazione di questo rapporto avviene in un contesto di crescente pressione da parte dell'amministrazione del presidente Donald Trump sul governo cubano.
Secondo Axios, la Casa Bianca ha intensificato la sua campagna per forzare un cambiamento di leadership sull'isola e ha inasprito misure come il blocco delle spedizioni di petrolio.
Il senatore repubblicano Ted Cruz si è espresso anche sull'argomento in dichiarazioni raccolte dal media, affermando che “il regime cubano mina gli interessi degli Stati Uniti in tutto il mondo” e suggerendo che un eventuale ricambio del governo a L'Avana sarebbe positivo per Washington e i suoi alleati.
La presenza di cittadini cubani nella guerra in Ucraina è stata segnalata per la prima volta nel 2023, quando i media internazionali hanno riportato campagne di reclutamento da parte della Russia.
Legislatori russi come Andrey Kartapolov, capo del Comitato di Difesa della Duma, avevano precedentemente indicato cifre ancora più elevate di possibili mercenari cubani incorporati tra le fila russe.
Successivamente, il governo cubano ha assicurato di aver avviato indagini e di aver processato casi legati al traffico di persone, sebbene il rapporto del Dipartimento di Stato indichi che tali affermazioni non possono essere verificate a causa dell'opacità del sistema giudiziario cubano.
Axios indica inoltre che questo tema era già stato utilizzato da Washington in scenari diplomatici, come nei dibattiti alle Nazioni Unite, dove gli Stati Uniti hanno sostenuto la presenza di combattenti cubani per opporsi a iniziative favorevoli a L'Avana.
In parallelo, le tensioni bilaterali sono aumentate negli ultimi mesi, in mezzo alle dichiarazioni del governante Miguel Díaz-Canel, il quale ha ribadito il suo rifiuto di attuare riforme politiche come la liberazione di prigionieri politici o lo svolgimento di elezioni multipartitiche, condizioni avanzate da Washington.
Il rapporto citato da Axios si inserisce quindi in uno scenario di crescente confronto, nel quale gli Stati Uniti cercano di rafforzare il proprio argomento secondo cui il regime cubano non rappresenta solo un problema interno, ma ha anche implicazioni in conflitti internazionali.
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