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Negli ultimi due anni è emersa una complessa trama di reclutamento di cubani come mercenari per rinforzare le fila dell'esercito russo nella guerra in Ucraina. Di seguito, presentiamo una cronologia dettagliata dei principali traguardi di questo scandalo—dalle prime denunce nel 2023 alle rivelazioni più recenti del 2025—basata su fonti giornalistiche e testimonianze verificate.
2023: Emergere dello scandalo e risposta iniziale
nell'estate del 2023 sono iniziate a circolare notizie riguardanti giovani cubani reclutati per combattere in Ucraina con false promesse di lavoro. Un funzionario russo, Vladímir Shkunov —collegato alla Società di Amicizia Russia-Cuba— è stato identificato come reclutatore chiave che contattava cubani, specialmente exmilitari, tramite social media. Shkunov gestiva il gruppo Facebook “Rusia para cubanos” e offriva presunti lavori nel settore edilizio con salari elevati, che in realtà erano contratti militari. Alla fine di giugno 2023, ha persino partecipato a eventi ufficiali a Mosca insieme al ministro cubano Álvaro López Miera, a dimostrazione dei suoi stretti legami con la leadership dell'Isola. Queste connessioni suggerivano un possibile consenso tacito: l'ambasciatore di Cuba in Russia, Julio Garmendía, ha dichiarato allora che il regime “non si opponeva a una partecipazione legale” di cittadini cubani nella “operazione militare speciale” di Putin.
Lo scandalo è esploso nell'agosto del 2023, quando due giovani cubani hanno denunciato dalla Russia di essere stati ingannati: sono partiti da Cuba con contratti per lavori di costruzione e si sono ritrovati reclutati come soldati. Le loro famiglie hanno confermato che erano partiti credendo di andare a svolgere lavori civili, senza immaginare di finire sul fronte. Questo modus operandi —offrire lavoro civile per arruolarli come mercenari— stava cominciando a emergere.
Il 5 settembre 2023, il Governo cubano ha emesso la sua prima dichiarazione ufficiale, negando qualsiasi legame con l'invio di giovani in guerra e assicurando che si trattasse di una rete di traffico di esseri umani operante dalla Russia. Tuttavia, ha riconosciuto che il Ministero dell'Interno aveva rilevato cubani sia residenti in Russia sia provenienti dall'Isola tra i reclutati. Cuba ha promesso di agire “in modo energico” contro i coinvolti.
Due giorni dopo, il 7 settembre, sono state annunciate le prime arresti: 17 persone fermate per la loro relazione con la rete. Alcuni hanno confessato di essersi arruolati volontariamente in cambio di residenza e denaro. Sono stati accusati di reati di tratta di esseri umani e mercenariato. Parallelamente, la stampa indipendente ha continuato a rivelare dettagli che indicavano il coinvolgimento di funzionari cubani e la tolleranza del regime di fronte al fenomeno.
2024: Reclutamento sotto copertura e prove emergenti
Durante il 2024, il tema scomparve quasi completamente dai media ufficiali, ma il reclutamento continuò in modo sottotraccia. Decine di giovani continuarono a viaggiare a Mosca con visti turistici o di studio per essere poi inviati in campi militari. L'indagine penale promessa da La Habana non venne mai resa pubblica, alimentando sospetti di complicità statale.
Le indagini internazionali hanno identificato Yelena Smírnova, una cittadina russa legata al FSB, come una delle principali operatrici. La sua rete, con sede nella città di Riazán, avrebbe reclutato oltre 3.000 stranieri — per lo più cubani — promettendo salari fino a 2.000 dollari mensili e la cittadinanza russa in tempi rapidi. Una volta in Russia, i reclutati erano costretti a firmare contratti militari in una lingua che non comprendevano, e i loro salari venivano trattenuti. Smírnova è stata arrestata nell'aprile del 2024 per frode, ma le reti di reclutamento hanno continuato a operare attraverso altri intermediari, inclusi cubani residenti in Russia.
2025: Conferma internazionale e conseguenze diplomatiche
Nel maggio del 2025, il progetto umanitario ucraino "Quiero Vivir" ha pubblicato un elenco di 1.028 cubani reclutati dall'esercito russo, confermando la magnitudine del fenomeno. A giugno, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha qualificato il reclutamento come "tratta di persone sponsorizzata dallo Stato cubano". Secondo il suo rapporto, il regime avrebbe agevolato l'uscita dei cittadini tramite l'emissione accelerata di passaporti e l'omissione dei controlli migratori.
A settembre, l'intelligenza militare ucraina (GUR) ha stimato che la Russia avesse reclutato almeno 20.000 cubani, rendendo l'Isola la principale fonte di combattenti stranieri al servizio di Mosca. Ad ottobre, il tema è diventato un punto di tensione diplomatica tra Cuba, Ucraina e Stati Uniti. Washington ha accusato L'Avana di collaborare attivamente con l'invasione russa, mentre il governo cubano ha categoricamente negato. Tuttavia, inchieste di media internazionali hanno documentato voli regolari tra Mosca e Varadero che trasportavano gruppi di giovani uomini.
Nel novembre del 2025, il Parlamento ucraino rivelò di aver identificato i corpi di 39 cubani morti in combattimento. Inoltre, l'Ucraina teneva prigionieri quattro cubani catturati vivi e si mostrò disposta a considerare la loro liberazione se Cuba avesse liberato prigionieri politici. Questo gesto umanitario evidenziò il legame tra la tragedia dei mercenari e la situazione dei diritti umani nell'Isola.
Per dicembre 2025, il bilancio era desolante: centinaia di cubani reclutati furono abbandonati dall'esercito russo, senza pagamento né assistenza. Molti scomparvero senza lasciare traccia, e le loro famiglie a Cuba vivono nel silenzio e nell'incertezza. La maggior parte dei reclutati erano giovani uomini, attratti dalla promessa di uno stipendio venti volte superiore a quello cubano, e finirono in una guerra brutale, senza addestramento né diritti. Il regime cubano, nel frattempo, tace di fronte a una tragedia che mette in luce la disperazione del suo popolo e la complicità di coloro che dovrebbero proteggerlo.
Fonti consultate
- CiberCuba
- CubaNet
- Reuters
- Radio Free Europe / Radio Liberty (RFE/RL)
- Informazioni di intelligence ucraina
- Dichiarazioni ufficiali del MINREX cubano
- Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
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