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Il comune di Martí, a Matanzas, ospita la prima centrale cubana di biometano, un progetto finanziato dall'Unione Europea tramite il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) con un investimento superiore ai 3,6 milioni di dollari, che prevede di avviare cinque autobus della marca cinese Yutong alimentati da questo combustibile per beneficiare oltre 22.000 residenti, ha riportato il giornale ufficiale Granma.
La planta, situata nel consiglio popolare Esteban Hernández, è già montata e attende le ultime prove tecniche e l'approvazione dei fornitori, come spiegato da Sobeida Reyes Martínez, direttrice dello Sviluppo del municipio e coordinatrice del progetto: "L'installazione della pianta di biometano e della stazione di rifornimento è già pronta e attende solo alcune prove tecniche e l'approvazione dei fornitori".
Il sistema elabora escrementi di impianti suini in biodigestori e trasporta il biogas attraverso un gasdotto sotterraneo di 11 chilometri fino all'impianto di raffinazione, dove viene purificato fino a raggiungere una concentrazione di metano vicina al 90%.
I cinque autobus coprirebbero percorsi interni del comune e connessioni verso Cárdenas e la città di Matanzas, in un territorio dove la strada di accesso da Cárdenas appare "letteralmente vuota" e un viaggio in almendrón fino a Cárdenas costa 1.500 pesos.
La necessità è reale: il trasporto pubblico a Cuba copre solo il 42% degli obiettivi pianificati, come riconosciuto dallo stesso regime nel gennaio 2026, e la produzione di autobus è crollata da 473 unità nel 2019 a sole 12 proiettate per il 2026.
Tuttavia, il progetto affronta una contraddizione strutturale che mette in dubbio la sua viabilità: il porcile che funge da principale fonte di materia prima conta appena 1.000 maiali su una capacità installata di 15.000.
Il responsabile tecnico stesso, Wilber Oliva Rodríguez, ha ammesso senza giri di parole: "Il nostro principale problema al momento è gestire la materia prima sufficiente per sostenere la produzione".
Questa scarsità non è casuale. La produzione suina cubana è crollata da oltre 200.000 tonnellate nel 2018 a solo 9.300 tonnellate nel 2024, una diminuzione superiore al 95% causata da decenni di gestione statale fallimentare.
Per compensare, il progetto ricorre a escrementi vaccini, altri rifiuti organici e prevede persino il trattamento di sargasso, il che illustra la precarietà delle fondamenta su cui poggia l'iniziativa.
La reazione popolare sui social media è stata scettica: ¿Investimento di 5 milioni di dollari per fornire carburante a 5 autobus?
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