Il governo di Cuba mette alla prova la sua prima pianta produttrice di biometano nel municipio di Martí, nella provincia di Matanzas, in mezzo alla peggiore crisi energetica che attraversa l'isola da decenni. La misura suscita critiche con messaggi di sfiducia sui social media.
La prima pianta cubana di biometano sarà alimentata con rifiuti suini. Il governo assicura che permetterà di fornire carburante a cinque autobus e contribuirà alla generazione di elettricità nel comune di Martí. Presentano il progetto come un progresso nell'uso delle energie rinnovabili.
Tuttavia, la reazione popolare è stata caratterizzata da scetticismo. “Un investimento di 5 milioni di dollari per fornire carburante a 5 autobus?”, si chiedono alcuni, mettendo in discussione la proporzionalità tra il costo e il beneficio reale.
Il malessere è anche collegato alla carenza di carne di maiale nell'isola. "Come faranno a farla funzionare se in questo paese non ci sono nemmeno più maiali?", ha detto un utente di internet.
“Adesso un mojón a Cuba vale 1000 pesos”, ironizzano, riflettendo la frustrazione di fronte alle carenze e anche all'inflazione che aumenta i prezzi di qualsiasi prodotto possa essere di utilità.
Altri utenti hanno ricordato progetti falliti del passato: “Anni fa è stata preparata una centrale elettrica con marabù. Hai sentito parlare di nuovo di essa?”, commentano, in riferimento a iniziative che non hanno avuto successo.
In un paese dove la produzione suina è diminuita drasticamente, l'idea di generare energia dai suoi rifiuti suscita più dubbi che entusiasmo, mentre persistono i blackout e la crisi alimentare.
La installazione, che si trova al 60% del suo montaggio secondo le dichiarazioni di un tecnico del progetto a Canal Caribe, processa gli escrementi dei complessi suini del territorio per generare biometano.
La arrancata tecnica è prevista prima del 4 aprile, quando verrà attivato insieme ai fornitori stranieri del progetto per iniziare a generare biometano destinato al trasporto pubblico.
Il progetto include un gasdotto sotterraneo di 14 chilometri che trasporta il biogas dalle strutture suine fino all'impianto di lavorazione, un'infrastruttura che rappresenta una scommessa senza precedenti per Cuba in materia di energie rinnovabili.
L'iniziativa nasce in un contesto di profondo deterioramento del sistema elettrico cubano, contrassegnato da sei blackout nazionali in 18 mesi, che hanno lasciato la popolazione senza elettricità per ore e hanno paralizzato settori produttivi in tutto il paese.
Le reazioni dei cubani sui social media riguardo la notizia sono state miste, tra coloro che vedono nel biometano una soluzione promettente e coloro che esprimono scetticismo sulla capacità del governo di realizzare progetti di tale portata in mezzo alla crisi.
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