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Il corpo di Marintia Cruz Vidal, una giovane cubana di 25 anni, rimane non reclamato presso il Servizio Medico Forense (SEMEFO) di Villahermosa, Tabasco, e le autorità hanno fissato il 30 aprile come termine ultimo per trasferirla in una fossa comune se nessun familiare si presenta a reclamarla.
I media messicani hanno riportato la ricerca affinché le informazioni arrivino ai suoi familiari e i resti di Marintia possano essere repatriati a Cuba.
Secondo rapporti locali, Marintia è arrivata nel sud-est del Messico nel 2025, facendo parte del flusso migratorio che attraversa il paese in cerca di migliori opportunità, e è morta in circostanze che non sono state del tutto chiarite pubblicamente.
Il 31 marzo, data in cui avrebbe compiuto 25 anni, il suo corpo era già sotto custodia forense.
Un cittadino si è presentato presso la Procura e l'ha identificata completamente, fornendo il suo nome, nazionalità e l'ultima fotografia in vita, ma poiché non era un familiare consanguineo, la legge messicana impedisce la consegna del corpo a coloro che non dimostrano un legame familiare diretto.
Il contesto non è isolato. In Tabasco, un'ondata di violenza ha lasciato un numero significativo di corpi non reclamati al SEMEFO, una situazione che si aggrava con l'arrivo costante di migranti in transito. Secondo dati recenti condivisi dall'emittente XEVA 91.7 FM, Tabasco ha concentrato il 53% di tutti i migranti irregolari rilevati in Messico durante l'ultimo ciclo migratorio.
Il caso di Marintia ricorda quello di altri cubani deceduti sul territorio messicano senza poter essere ripatriati. Una ballerina cubana deceduta in Messico nel dicembre del 2025 ha anche affrontato ostacoli affinché la sua famiglia potesse recuperare i suoi resti, così come un medico cubano morto nel gennaio del 2026 che è potuto essere ripatriato solo dopo settimane di trattative.
La situazione riflette l'estrema vulnerabilità di decine di migliaia di cubani bloccati nel territorio messicano, molti dei quali privi di documenti, senza una rete di supporto familiare vicina ed esposti a ogni genere di rischi durante il transito migratorio.
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