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La Capitanía del Porto di Guantánamo ha informato giovedì riguardo al ritrovamento di un'imbarcazione tipo barca abbandonata nella zona di "Mesa Abajo, Playa Rufino", a Cayo Güín, Baracoa, avvenuto il 8 gennaio 2026.
Il comunicato, pubblicato dal Ministero dell'Interno (MININT) tramite i suoi canali social, descrive l'imbarcazione come realizzata in alluminio, di colore bianco, con una lunghezza di 3,90 metri, una larghezza di 1,42 metri e un'altezza di 0,57 metri, senza ulteriori dati identificativi come nome, matricola o motore.
Il rapporto viene prodotto con tre mesi di ritardo rispetto alla data reale del ritrovamento, un modello comune in questo tipo di comunicati ufficiali, che solitamente vengono pubblicati quando si avvia formalmente il processo di reclamo o confisca.
Secondo l'articolo 214, comma c) del Decreto No. 317, Regolamento della Legge No. 115 "Della Navigazione Marittima, Fluviale e Lacustre" di Cuba, i proprietari hanno a disposizione 30 giorni naturali dalla pubblicazione per reclamare l'imbarcazione; in caso contrario, lo Stato procede alla confisca.
Cayo Güín è un consiglio popolare del comune di Baracoa, sulla costa nord della provincia di Guantánamo, di fronte all'Oceano Atlantico, una zona storicamente utilizzata come punto di partenza da migranti irregolari che cercano di raggiungere il sud della Florida.
Il ritrovamento si aggiunge a quello segnalato il giorno precedente, quando il MININT ha informato di un kayak biposto di colore blu con il nome "TRIBE", di 4,02 metri di lunghezza, trovato il 9 gennaio 2026 all'ingresso del Porto di Moa, Holguín.
Ambedue i casi rispondono a un modello ricorrente nella regione orientale di Cuba: piccole imbarcazioni abbandonate sulle coste che le autorità associano a tentativi di migrazione irregolare, in cui i migranti utilizzano queste navi per raggiungere open sea e trasferirsi su altre imbarcazioni.
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