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Il medico cubano Yonardo Fonseca Mesa ha pubblicato questa settimana sul suo profilo di una denuncia incisiva riguardo a un incidente che ha vissuto nel suo ospedale mentre cercava di salire in ascensore per operare due pazienti affetti da cancro.
L'episodio è iniziato prima di arrivare in sala operatoria. Fonseca Mesa ha descritto di aver passato una brutta notte a causa dei blackout, un'alba senza colazione perché non ha gas, né corrente, né pannelli solari, e di aver dovuto lottare in modo "creativo" per arrivare al suo luogo di lavoro.
Una volta dentro l'ospedale, mentre entrava nell'ascensore diretto al quinto piano, un funzionario che affermava di non averlo mai visto in vita sua gli ordinò di scendere e salire per le scale.
"Risulta che un 'capo di affari insignificanti' (che non avevo mai visto nella mia vita) ha la sfacciataggine di dirmi che devo scendere e salire per le scale perché, secondo lui, erano 'ordini del direttore dell'ospedale', e che quell'ingiuria di apparecchio era 'solo per i pazienti'", ha raccontato.
Il chirurgo stesso ha descritto la scena con crudezza nella sua pubblicazione:
"Oggi, dopo una brutta notte di blackout e un'alba senza colazione (perché non ho gas né corrente né 'pannelli solari'), dopo aver lottato in maniera 'creativa' su come diavolo arrivare al posto dove dicono che lavoro ancora; entro nell'ascensore per provare a raggiungere il 5° piano e la sala, dove mi aspettavano due pazienti malate di cancro da operare."
Secondo il racconto dell'accaduto, l'ordine non solo gli sembrava assurdo, ma profondamente offensivo nel contesto in cui si manifestava.
Fonseca Mesa ha spiegato che, nonostante la tensione del momento, ha deciso di non seguire l'indicazione.
"Anche se la situazione si è fatta un po' tesa, naturalmente non mi sono tirato indietro, sono arrivato nel mio salone e ho fatto del mio meglio per quelle due persone che non avevano colpa di nulla", ha descritto.
La denuncia, tuttavia, non si è limitata all'incidente specifico.
Il medico ha utilizzato la sua pubblicazione per attaccare le condizioni salariali e il trattamento riservato ai professionisti del settore.
"Vi dirò una cosa, 'capo' che so che guardate di nascosto il mio profilo: i soldi che mi date (8800 pesos = 17 dollari) non mi bastano nemmeno per comprare carta igienica", attaccò.
In uno dei passaggi più duri del testo, ha sottolineato: "ogni giorno ci sono moltissime volte in cui mi incazzo con questa spazzatura", ha detto, facendo trasparire il livello di frustrazione accumulata dopo anni di precarietà.
Il chirurgo ha anche denunciato l'impossibilità di lasciare il suo incarico nonostante le ripetute richieste: "sono quasi cinque anni che chiedo la 'liberazione' e non hanno voglia di lasciarmi andare".
In tono di avvertimento, concluse con un messaggio diretto alle autorità ospedaliere:
Vi suggerisco di mettere la mia foto negli ascensori o di distribuirla a tutti i mononeuronali che si dedicano a quel compito vergognoso, perché la prossima volta che qualcosa del genere mi accadrà, farò marcia indietro e, con dolore per coloro che non hanno colpe, non opererò nemmeno la madre che mi ha partorito.
Y ha concluso con una frase che riassume la sua indignazione: "La stupidità ha dei limiti, per favore, 'riordinate' le sinapsi nelle vostre teste".
La pubblicazione conta, al momento della chiusura di questa nota, oltre 200 opinioni, molte delle quali sostengono il professionista della salute e lamentano il modo in cui il regime tratta i suoi medici, che hanno già abbastanza drammi lavorando in condizioni disastrose da ogni punto di vista.
La situazione descritta riflette la realtà di ospedali che operano con meno del 40% del personale necessario, dove i professionisti della salute affrontano inoltre condizioni lavorative sempre più degradanti.
In un sistema dove i medici con decenni di esperienza guadagnano tra 7.000 e 8.000 pesos cubani, episodi come questo evidenziano il profondo deterioramento istituzionale della salute pubblica cubana.
Chi si azzarda a denunciare pubblicamente queste situazioni rischia espulsioni e sanzioni che impediscono di esercitare la medicina per anni.
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