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Le esportazioni di carne di pollo degli Stati Uniti verso Cuba hanno registrato a febbraio 2026 una significativa diminuzione, in un contesto caratterizzato dal deterioramento delle relazioni bilaterali.
Secondo i dati citati dal economista cubano Pedro Monreal, le spedizioni del prodotto —principale fonte di proteine animali per la popolazione dell'isola— sono diminuite del 21% in valore e del 19,6% in volume rispetto al mese precedente.
Questo calo riflette l'impatto immediato delle nuove tensioni politiche su un flusso commerciale vitale per il consumo interno a Cuba.
Il pollo importato dagli Stati Uniti è stato per anni un pilastro nella dieta dei cubani, in mezzo a una profonda crisi agricola nazionale che limita la produzione interna di alimenti.
Monreal sottolinea che queste importazioni hanno funzionato come un meccanismo di compensazione di fronte all'incapacità del sistema agricolo statale di garantire l'approvvigionamento.
"La contrazione delle esportazioni si è verificata nonostante la riduzione del valore del kg di pollo (1,20 USD a febbraio rispetto a 1,23 USD a gennaio) nell'ambito di una tendenza discendente del valore FOB unitario (franco a bordo nel porto di imbarco) iniziata a luglio 2025", ha spiegato l'economista.
Le cifre del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti includono tutte le esportazioni destinate a Cuba, a prescindere dal fatto che siano gestite da enti statali, cooperative o micropiccole e medie imprese. Ciò evidenzia che il calo non è attribuibile a un solo attore economico, ma a un fenomeno più ampio legato al contesto politico e finanziario.
Il calo nelle spedizioni di pollo esercita ulteriore pressione sulla già fragile sicurezza alimentare dell'isola, dove la scarsità e l'alto costo degli alimenti continuano a influenzare direttamente la popolazione.
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