I cubani residenti in Messico hanno descritto con crudezza la crisi che hanno lasciato alle spalle sull'Isola, in un video pubblicato dal canale NMás che raccoglie le loro testimonianze su blackout, scarsità estrema, mancanza di connessione e il grido di libertà che il regime dell'Avana proibisce.
Kirenia, Disney e Yasniel sono arrivati in Messico due anni fa o meno e seguono da vicino la situazione politica del loro paese, in un momento in cui la crisi cubana si è aggravata in modo drammatico dopo la perdita del rifornimento di petrolio venezuelano, interrotto da quando gli Stati Uniti sono intervenuti in Venezuela e hanno catturato Nicolás Maduro nel gennaio del 2026.
I partecipanti all'intervista dettagliavano che i blackout si prolungano fino a 36 ore continue, una realtà che hanno vissuto sulla loro pelle prima di lasciare l'isola e che le loro famiglie continuano a sopportare. La mancanza di elettricità paralizza la vita quotidiana, impedisce di conservare i cibi e aggrava la già critica situazione sanitaria.
"Un cartone di uova costa 3.500 pesos e il tuo stipendio può essere di 4.000 pesos, di 5.000 pesos, quindi cosa ti rimane?", ha raccontato Kirenia, illustrando l'insormontabile divario tra redditi e prezzi.
A giudizio di Yasniel, sebbene un'intervento negli Stati Uniti sull'Isola non garantirebbe forse i diritti dei cittadini come alcuni pensano, è imperativo che "qualcosa accada" affinché cambi l'ordine delle cose. Disney è stato categorico nell'affermare che il governo cubano deve essere abolito dalle fondamenta, "se non li tolgono tutti, non c'è soluzione", ha dichiarato. Al cubano "quello che devono fare è lasciarlo lavorare e lasciarlo essere libero", ha reclamato Kirenia.
La economia dell'Isola potrebbe contrarsi del 7,2% nel 2026, secondo proiezioni recenti, il che prefigura un ulteriore deterioramento del potere d'acquisto della popolazione. Il crollo non è percepito solo dall'esterno. Secondo recenti sondaggi, l'80% dei cubani considera questa crisi peggiore rispetto al cosiddetto Periodo Speciale degli anni novanta, fino ad ora il momento più difficile della storia recente dell'isola.
A livello energetico, la situazione è arrivata a un punto critico con diverse disconnessioni totali del Sistema Elettrico Nazionale in pochissimo tempo. Il deterioramento del SEN è tale che, secondo gli esperti, per ricostruirlo servirebbero miliardi di dollari e un arco temporale di diversi anni.
Il governo messicano di Claudia Sheinbaum ha mantenuto una posizione di sostegno al regime di La Habana, non solo sul piano diplomatico, ma anche con diversi invii di forniture, principalmente alimenti, una posizione che infastidisce molti dei cubani esiliati nel territorio messicano, i quali sentono che il governo ospitante abbraccia la dittatura che li ha espulsi.
Migliaia di cubani come Kirenia, Disney e Yasniel vivono in esilio, soffrono da lì con le loro famiglie e sperano che la crisi senza fine dell'Isola trovi, finalmente, una soluzione.
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