La storia di Maribel, un'anziana cubana che ha confessato di essere rimasta anche tre giorni senza mangiare insieme a suo figlio con problemi mentali a San Germán, Holguín, ha preso una piega inaspettata dopo l'impatto che ha generato il suo caso sui social media.
Giorni dopo che la sua situazione è stata denunciata pubblicamente, la donna ha ricevuto cibo e aiuti solidali grazie a un'iniziativa promossa dall'utente di Facebook Ángel Cardona, che è tornato a trovarla per consegnarle delle donazioni.
“Ringrazio innanzitutto Dio… perché a volte trascorriamo tre giorni senza cibo. Se non fosse per i miei vicini, non sarei viva”, ha espresso Maribel, visibilmente commossa al ricevere i prodotti, tra cui riso, olio, legumi, pasta e altri alimenti di base che le permetteranno di sopravvivere per alcuni giorni.
In un nuovo video, registrato all'interno della sua modesta abitazione —con pareti deteriorate e condizioni precarie—, si osserva un tavolo colmo di provviste che contrasta con l'estrema mancanza denunciata in precedenza.
La donna ha assicurato di aver pregato costantemente per ricevere aiuto. “So che Dio mi ama, perché prego molto ogni giorno affinché ci sia qualcuno di buono che mi aiuti,” ha detto. Poco dopo, al ricevere le donazioni, ha reiterato: “Dio mi ha ascoltato.”
Il caso di Maribel aveva scuotuto molti cubani dentro e fuori dall'isola dopo aver raccontato di non avere cibo, medicine né condizioni minime per vivere. Suo figlio, che soffre di una malattia mentale, affronta anche la mancanza di trattamento medico, in un contesto in cui i farmaci sono sempre più inaccessibili.
Sebbene l'aiuto ricevuto rappresenti un sollievo immediato, la donna stessa ha chiarito che la sua situazione rimane fragile e dipende in gran parte dalla solidarietà di altre persone.
Durante il video, è stata condivisa la sua indirizzo a San Germán per coloro che desiderano collaborare direttamente, mentre i promotori dell'aiuto hanno insistito sulla necessità di continuare a sostenere casi vulnerabili come questo.
La storia di Maribel non riflette solo il dramma umano di una madre che lotta per sopravvivere insieme a suo figlio, ma anche le crepe di un sistema incapace di garantire le necessità più basilari a chi ne ha più bisogno. In mezzo alla scarsità, la solidarietà cittadina torna a essere l'unico salvavita.
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