Huevos "sobranti" a 60 pesos: il riflesso della miseria a Cuba



Fattoria a Pinar del Río (Immagine di riferimento)Foto © Cubadebate / Thalía Fuentes

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La venta “liberada pero controlada” de huevos anunciada por el Governo Provinciale di Las Tunas ha desatado una ola de críticas entre la población, que cuestiona tanto el precio como la forma de distribución de un alimento básico cada vez más escaso en Cuba.

Secondo quanto riferito dall'ente ufficiale, saranno messe in vendita 50 mila unità di uova nel mercato El Mambí, con un limite di cinque per persona e un prezzo di 60 pesos cubani (CUP) per unità. La vendita sarà subordinata alla presentazione della libretto di approvvigionamento e all'ordine di arrivo.

La misura, anziché generare sollievo, ha provocato reazioni per lo più critiche sui social media, dove numerosi utenti hanno segnalato problemi logistici, disuguaglianza nell'accesso e l'impatto economico dell'offerta.

Facebook / Governo Provinciale di Las Tunas

“Quale lunghezza avranno le file?”, ha chiesto un internauta, mentre un altro ha avvertito: “Saranno una strage per 5 uova”. Le preoccupazioni per l'organizzazione sono state ricorrenti: “Non sarebbe più fattibile collocare questo prodotto in diversi punti della città o distribuirlo per negozi in modo ordinato?”.

Vari commenti hanno sottolineato che concentrare la vendita in un solo punto favorirà assembramenti e escluderà coloro che non possono fare lunghe code o spostarsi. “La maggior parte di noi ha dolori ai piedi e alle mani (…) Quindi potrà comprare solo chi può fare quella coda”, ha scritto un'altra persona.

Ci sono state anche domande riguardo al prezzo e al suo impatto sui redditi. “5 uova a persona con la libretta? A 60 pesos l'una?”, ha sottolineato un utente, mentre un altro ha riassunto il sentimento generale: “Misera e ancora miseria”.

Alcuni commenti hanno messo in evidenza direttamente la disuguaglianza e il disordine che potrebbe derivare da questo tipo di distribuzione. “Un controllo liberato porta disordine, favoritismi, opportunismo, disuguaglianza”, ha opinato un utente, mentre un altro ha avvertito che la vendita potrebbe finire per favorire i rivenditori.

La misura arriva in un momento di crisi persistente nella produzione e distribuzione di uova nel paese. La disponibilità del prodotto è diminuita in modo significativo negli ultimi anni, influenzata da problemi strutturali del sistema statale, come la mancanza di mangime, il deterioramento delle infrastrutture e l'inefficienza del modello centralizzato.

In diversi territori sono stati adottati schemi simili di distribuzione limitata. Nell'Isola della Gioventù, ad esempio, è stata istituita la vendita di quattro uova a persona a 50 CUP tramite la libreta di approvvigionamento, soggetta a disponibilità.

L'accesso al prodotto è stato caratterizzato da lunghe code e prezzi variabili. A L'Avana, sono state registrate vendite di cartoni a 900 CUP che hanno generato sfiducia tra i consumatori. “Non mi fido, così economico? Devono essere quasi deteriorati, c'è qualcosa che non va”, ha commentato un'utente sui social media riguardo a una di queste offerte.

Le preoccupazioni riguardo alla qualità non sono affatto nuove. A Santiago di Cuba, una donna incinta ha denunciato la consegna di uova in cattivo stato attraverso il sistema di razionamento. “Non voglio uova cattive, non voglio quella putrefazione,” ha detto al rivenditore in un video diffuso sui social.

In questo contesto, la vendita annunciata a Las Tunas riflette non solo la scarsità di un alimento essenziale, ma anche le difficoltà persistenti nella sua distribuzione e nell'accesso. La combinazione di prezzi elevati, offerta limitata e meccanismi di vendita concentrati continua a generare malcontento tra i cittadini, che vedono in queste misure una soluzione insufficiente di fronte a una crisi alimentare prolungata.

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Redazione di CiberCuba

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